Delitto di Brusio: inizia il processo
Si apre stamattina a Sondrio il processo a carico di Ezio Gatti e Ruslan Cojocaru, accusati del duplice omicidio di Brusio, in Val Poschiavo, avvenuto il 22 novembre del 2010. I coniugi Ferrari furono trovati uccisi nella loro casa. Allora si parlò di una vera esecuzione. Gatti e Cojocaru, rischiano la condanna all’ergastolo.
Il 22 novembre del 2010, nella loro casa di Zalende, frazione di Brusio, in Val Poschiavo, furono scoperti i corpi di Gianpiero Ferrari e della moglie Gabriella. Un’uccisione barbara, si scrisse allora. Oggi, sul banco degli imputati si trovano il 42enne valtellinese Ezio Gatti, accusato di essere stato l’organizzatore del duplice omicidio e il 31enne Ruslan Cojocaru, cittadino moldavo, accusato di essere stato l’esecutore. I due rischiano la condanna all’ergastolo. L’udienza di oggi servirà per fissare il calendario dei dibattimenti che dovrebbero durare un anno. Si discuteranno inoltre alcune eccezioni preliminari sollevate dalle difese secondo le quali la competenza territoriale per istruire il processo sarebbe stato di competenza svizzera, dove è avvenuto il delitto- e non all’Italia, dove sono avvenuti gli arresti. Oltretutto, sembra che la magistratura elvetica, in particolare quella del Canton Grigioni, non abbia ancora chiuso la propria inchiesta.
MB
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Questa storia dal punto di vista del diritto è allucinante…un duplice delitto efferrato viene commesso in Svizzera, la magistratura elvetica non ha chiuso le indagini…due uomini presunti colpevoli vengono arrestati in Italia (a 25 km dal delitto…) e vengono processati in Italia!!! E’ inaudito…come mai la magistratura elvetica non ha chiesto l’estradizione dei due presunti colpevoli??? Perchè il processo non viene fatto in Svizzera dove è stato commesso il gravissimo reato? Si teme che dal processo possa emergere qualcosa di piu’ importante, su traffici strani ??
Mistero….
La magistratura elvetica ha chiesto l’estrazione ma non è stata concessa. Per quanto concerne Ezio Gatti sarebbe per altro stata impossibile se l’imputato l’avesse rifiutata. Uno stato non può estradare un suo cittadino contro la sua volontà. red.