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Delitto di Brusio: il moldavo resta in carcere

13 ottobre 2011 – 18:43Nessun Commento

foto cc Dodo Oliva

Nonostante sia in carcere per un reato commesso all’estero e sia a sua volta straniero, per il Tribunale del riesame di Milano non solo Ruslan Cojocaru resterà in carcere ma continueranno ad essere gli inquirenti valtellinesi ad occuparsi del caso.

Ruslan Cojocaru, il trentenne moldavo arrestato il 24 settembre scorso per la morte dei coniugi Gabriella Plozza e Gianpiero Ferrari, è recluso perché socialmente pericoloso e perché potrebbe inquinare le prove. La decisione è di oggi ed è perentoria.

Come evidenziato dalla RSI, il Tribunale del riesame di Milano si è pronunciato sul delitto di Brusio che a novembre dello scorso anno costò la vita ai coniugi Ferrari, residenti a Brusio, nella frazione di Zalende, barbaramente trucidati dal moldavo. Mandante fu certamente l’imprenditore valtellinese Ezio Gatti, ma una terza persona sarebbe a sua volta coinvolta, seppur non materialmente nell’assassinio.

La decisione del Tribunale del riesame milanese sembra non essere gradito all’avvocato difensore del moldavo, Rossella Sclavi, secondo la quale un delitto commesso da uno straniero, in terra straniera ai danni di stranieri, non dovrebbe essere competenza dell’Italia.

La procura di Sondrio, invece, ha sempre sostenuto che la propria competenza scaturisce dal fatto che il delitto sarebbe stato premeditato proprio in Italia.

Red.

 

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