L’Italia nella morsa della canicola
Nei prossimi giorni sarà meglio essere vicini al mare, per poter fare un tuffo in caso di necessità, oppure ai piedi delle montagne, dove l’aria è un po’ più fresca. L’Italia, in particolare centro meridionale, continuerà infatti a subire l’abbraccio di un’ondata di caldo proveniente direttamente dall’Africa.
I meteorologi di 3bmeteo.com l’hanno chiamato “Il Drago”. Si tratta di un vento incandescente che soffia direttamente dal Sahara, e che da oggi e per buona parte della prossima settimana porterà la colonnina di mercurio oltre i 35 gradi su oltre il 70% dei capoluoghi del centro e del sud Italia. Punte di 40 gradi sono previste a Rieti e Terni, 38 gradi a Bologna e Roma, 37 a Firenze, Perugia e Ferrara, 36 a Napoli. La canicola dovrebbe raggiungere l’apice tra il 6 ed l’ 8 agosto.
Alle pendici delle Alpi la situazione è un po’ migliore. L’umidità ha alimentato in questi giorni diversi temporali, a tratti anche intensi, in Ticino, Piemonte e Lombardia e nelle regioni alpine. Nei prossimi giorni comunque la temperatura è destinata a salire per raggiungere massimi di 31 gradi giovedì.
I fenomeni sono in linea con i cambiamenti climatici previsti dagli esperti in seguito al riscaldamento climatico: periodi caldi e ondate di calore sempre più frequenti, più intensi e di maggiore durata in estate, diminuzione del numero dei giorni (e delle notti) freddi in inverno.
Per l’Italia l’estate 2012 potrebbe rivelarsi una delle più calde del recente passato. L’agricoltura ne sta già risentendo pesanti conseguenze. Il limite è quasi raggiunto, ancora pochi giorni e sarà crisi.
Siccità anche nel Varesotto
Potrebbe semprare un paradosso, ma anche “la provincia dei laghi” è confrontata a una crescente siccità. Sono gli stessi specchi d’acqua a soffrire. Il Verbano, per esempio, in appena quindici giorni è passato da 118,4 a 80,6 centimetri con un calo di quasi 38 centimetri.
Altrove non si sta meglio: Garda, Lario e Iseo soffrono gli stessi problemi del “Maggiore” e l’agricoltura boccheggia sotto l’afa e guarda i bollettini meteo che non lasciano spazio a troppe speranze.
“In realtà qualche pioggia c’è stata, ma troppo breve e di carattere isolato: ciò concorre a determinare una situazione a macchia di leopardo, con zone della provincia più compromesse di altre” dice Fernando Fiori, presidente dell’associazione dei coltivatori Coldiretti di Varese.
La “mappa” delle criticità è più marcata nell’area della “Bassa” (fra Tradate, Gallarate e Gerenzano): più tranquilla la situazione a nord, ma con situazioni pesanti nelle aree “umide” (ma oggi in secca) limitrofe al lago di Varese, in particolare nella zona di Daverio.
Ad essere maggiormente colpiti sono il settore cerealicolo (con perdite di raccolto già stimate fra il 30% ed il 40%) e la produzione del latte, con un calo stimato tra il 15% e il 20%.
Red./Comunicati
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