San Gottardo: il raddoppio che divide
L’annoso problema relativo all’eventuale raddoppio del tunnel che attraversa il massiccio del San Gottardo continua a dividere la popolazione elvetica. Ieri gli anti-secondo tunnel hanno fatto sentire la loro voce, coalizzandosi e chiedendo al governo di rinunciare alla realizzazione di un’ulteriore galleria.
Trenta organizzazioni nazionali hanno sottoscritto l’appello, tra cui dirette interessate nazionali come Iniziativa delle Alpi, Associazione traffico e ambiente (ATA) e Sindacato dei trasporti SEV. Ma anche associazioni regionali come Leventina vivibile e SOS Ambiente Mendrisiotto e, ancora, WWF, Greenpeace, Pro Natura, enti notoriamente sfavorevoli a progetti con forte impatto ambientale.
Tra le motivazioni che hanno spinto le organizzazioni il fatto che il raddoppio provocherebbe un aumento del traffico, specie di mezzi pesanti, che a lungo andare saturerebbe le linee di transito: evidenti anche i problemi legati all’inquinamento.
L’appello giunge in risposta all’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG), che il primo giugno scorso avevano richiesto una seconda galleria. A livello di consiglio federale, Doris Leuthard e Johan Schneider-Ammann hanno espresso il loro favore, mentre un sondaggio di Isopublic e pubblicato dal Sonntagsblick il 17 giugno scorso rivelava che la maggioranza delle 1100 persone interpellate (68%) vuole una seconda galleria autostradale sotto le Alpi svizzere. Galleria che, alla luce della frana di Gurtnellen del 5 giugno 2012 (che ostruiva, però, la linea ferroviaria), sembrerebbe prendere consistenza.
Red.
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