Trasporti: bocciato il raddoppio del San Gottardo
In una votazione popolare, svoltasi oggi, gli elettori del Canton Uri, che con il Ticino è direttamente interessato al tunnel autostradale del San Gottardo, bocciano l’iniziativa della destra che voleva raddoppiare il traforo.
E’ un voto che potrebbe pesare non solo sulla Svizzera ma su tutto l’Europa. Il piccolo cantone di Uri, abbarbicato sulle Alpi svizzere, ha inaspettatamente bocciato, oggi, la costruzione del secondo tunnel autostradale del San Gottardo. Ai più, la cosa potrebbe sembrare tutta interna alla Confederazione. In effetti, non è così! Entro dieci anni, l’attuale galleria autostradale, che rappresenta uno dei principali collegamenti fra il nord e il sud dell’Europa dovrà essere chiuso per quasi tre anni. Il traforo abbisogna, infatti, di importanti lavori di manutenzione. Una chiusura che però a molti appare improponibile proprio per gli effetti che avrà sull’economia ma anche sulla viabilità di persone e merci.
Proprio per questo, negli ultimi mesi, ci si è messi a studiare le possibili alternative. La più gettonata, appare essere quella del raddoppio. In buona sostanza, autotrasportatori, politici, settori economici vari, ma anche i governi di Ticino, Grigioni e dello stesso Canton Uri, spingono per l’immediata costruzione di un secondo tunnel da inaugurare prima di iniziare i lavori in quello attuale. Ciò permetterebbe di svolgere in tutta tranquillità le manutenzioni previste senza scontare eccessivi problemi di viabilità. A lavori conclusi, il San Gottardo, potrebbe contare su due tubi, snellendo le ormai croniche code.
Vincerà la ferrovia?
Ma il voto di oggi, rischia di complicare maledettamente le cose, almeno per chi punta alla costruzione del nuovo tunnel. Il governo cantonale urano ma anche quello federale non potranno non tenere conto della decisione popolare. A fare festa stasera sono soprattutto i gruppi ecologisti come l’Iniziativa delle Alpi, WWF ecc. che con questo voto ottengono ulteriore legittimazione a battersi contro il raddoppio. Per loro, l’unica vera alternativa è quella di caricare le merci sul treno approfittando anche del fatto che entro la fine del 2016 sarà inaugurato il nuovo tunnel ferroviario di base, (Neat) il più lungo al mondo, togliendo così tutti i camion dalla strada principalmente quelli stranieri.
Mario Besani
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