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Galleria del San Gottardo: chiusura totale per 3 anni

14 giugno 2010 – 10:29Nessun Commento

Tunnel del San Gottardo, Svizzera (foto cc Nikolai Schwerg)

A partire dal 2020, la Galleria autostradale del San Gottardo, dovrà essere chiusa durante almeno 1000 giorni. Si tratta di una misura imprescindibile per il risanamento del tunnel. Ma il Cantoni di montagna  lanciano l’allarme: “saremo tagliati fuori dal mondo”.

La Galleria autostradale del San Gottardo è stata inaugurata nel 1980. Con i suoi 17 chilometri, la galleria svizzera, è una fra le opere stradali più importanti in Europa. Solo il tunnel di Laerdal, in Norvegia, inaugurato nel 2000, ha una lunghezza superiore pari a 24,51 km.

Dopo trent’anni dalla sua messa in esercizio, la galleria del San Gottardo, comincia a mostrare i primi segni di degrado. Entro dieci anni sarà necessario intervenire drasticamente. Gli interventi più importanti, dal costo complessivo valutato a circa mezzo miliardo di franchi, riguardano il rinnovamento del sistema di drenaggio delle acque, l’adattamento della segnaletica e del sistema di aerazione ai nuovi requisiti di sicurezza e l’allargamento del cunicolo di soccorso.

Esclusa la possibilità di chiudere il tunnel solo durante le ore notturne, sono allo studio diverse varianti per incidere il meno possibile sulla viabilità di questo tratto di autostrada, un tassello strategico per tutto il traffico fra il nord e il sud del continente. Il dato certo è che il tunnel dovrà rimanere chiuso –complessivamente- durante mille giorni (più di tre anni). Una decisione in merito sarà presa entro l’autunno prossimo.

Per i cantoni direttamente interessati al valico, in particolare Ticino e Uri, la prospettiva appare terribile. Secondo il governo urano, chiudere durante mille giorni il tunnel è una pura follia. Anche l’esecutivo regionale del Canton Ticino teme questa prospettiva che avrà sicuramente pesanti conseguenze sulla regione a sud delle Alpi.

Per tranquillizzare gli animi, la Confederazione, starebbe studiando la possibilità di trasferire su rotaia almeno una parte dei veicoli. Una prospettiva interessante ma che appare improponibile. Durante le ore di punta e soprattutto durante le vacanze estive, il trasferimento dalla strada al treno diventa improponibile.

Un’altra ipotesi sarebbe quella di costruire un secondo tunnel autostradale prima di procedere ai lavori nel cunicolo attuale. L’idea, è però avversata dai movimenti ecologisti e da molti comuni della zona, che temono un ulteriore aumento del traffico.

La questione è chiara. Il tunnel va risanato ma nessuno -al momento- sembra avere delle soluzioni affinché questo avvenga senza eccessive conseguenze sulla fluidità del traffico e sull’ambiente.

Coinvolgimento degli stati limitrofi?

Di fronte a questo annoso problema, sarebbe interessante sapere se Berna intende coinvolgere gli stati vicini e la stessa UE. Dal San Gottardo, passa una buona percentuale delle merci che attraversano il continente. E’ sempre attraverso la Svizzera che gran parte del traffico turistico si sposta verso le mete di villeggiatura. Difficile dunque prescindere da Francia, Germania e Italia che dalla chiusura del Tunnel sarebbero direttamente toccate. Red

 

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