Nuove biciclette militari? Le ruote non girano
Ha sollevato non poche polemiche l’intenzione dell’armata svizzera di acquistare 4100 nuove biciclette militari alla ditta Simpel Sagl di Maschwanden (ZH) entro fine 2013. La spesa totale, che ammonterebbe ad oltre 10 milioni di franchi, è subita apparsa inutile a molti politici, soprattutto perché dal 1995 l’esercito svizzero è sprovvisto di truppe ciclistiche.
A questa circostanza si aggiunge la qualità più che discutibile dei mezzi che la Simpel fornirà all’esercito, dato che, pur essendo nuovi, presentano un look antiquato e pesano ben 15 kg. L’accordo prevede la consegna di 2800 unità nel 2012 e di altre 1300 nel 2013; ogni biciclo costa 2′500 CHF, sicché il totale dell’ordinazione ammonta a 10 milioni e 250′000 CHF, cifra tutt’altro che irrisoria.
Armasuisse avrebbe richiesto nuove biciclette perché la ditta svizzera che le fabbricava a suo tempo non ne produce più e sul mercato non si trovano più pezzi di ricambio. Thomas Hammerich, della Sezione Pianificazione dello Stato maggiore delle Forze terrestri, afferma che nell’esercito la bicicletta detiene ancora un ruolo da non sottovalutare: «nelle scuole per i quadri, la bicicletta è un’indispensabile accompagnatrice quotidiana. Non da ultimo, essa svolge un ruolo importante nell’allenamento fisico ed è un mezzo di trasporto economico ed ecologico tra la caserma e le piazze d’istruzione o di tiro».
Prerogative che non sono bastate a convincere il consigliere nazionale vodese Eric Voruz, il quale non condivide la scelta di Ueli Maurer (capo del Dipartimento federale della difesa DDPS) di dotare l’esercito di veicoli così costosi, di cattiva qualità, e per di più in assenza di battaglioni di ciclisti. Con altri colleghi contrari all’acquisto, Voruz solleverà il caso durante la prossima seduta della commissione della politica di sicurezza CPS, prevista il 25 e il 26 giugno; impedire che Armasuisse firmi definitivamente con la Simpel risulterà d’importanza prioritaria.
Red./Com.
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