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Frontaliere? La multa al datore di lavoro…

18 aprile 2012 – 13:252 Commenti

Frontaliere multato dall’autovelox sulla strada del lavoro. Non una novità: gli italiani conoscono bene gli “spietati” radar svizzeri. E quando la sanzione arriva non c’è ricorso che tenga. Si deve pagare. La novità stavolta è che la multa è arrivata nell’azienda in cui il lavoratore varesino è impiegato. Direttamente sulla scrivania del capo, con la privacy che va a farsi benedire.

La contravvenzione è per aver superato fra i 6 e i 10 chilometri orari la velocità massima consentita di 50 km/h, in via Cantinetta, a Ligornetto, a due passi dal confine di Clivio. Il conto è salato, come sempre, in Svizzera: 120 franchi, circa 100 euro. “Ho sbagliato – racconta il frontaliere – e quindi ho già pagato l’addebito senza fare ricorso. E’ giusto che sia stata multato, ma potevano risparmiarsi di mandarmi la richiesta di pagamento direttamente in ditta, anche perché viaggiavo sulla mia auto personale”.

La comunicazione di essere incappato nel flash del laser elvetico è giunta qualche mattina dopo, quando il lavoratore è stato convocato dall’ufficio del personale che gli ha consegnato in mano la contravvenzione: “Mi sono sentito umiliato. E se l’episodio contestato fosse stato più grave? Tutti, in ditta, avrebbero saputo delle mie eventuali scorribande: avrei rischiato il posto?”.

L’episodio sembra isolato ma ha mandato su tutte le furie i sindacalisti italiani che tutelano il lavoro in Svizzera. Dove, anche se licenziamenti di massa non ne avvengono (anzi, i frontalieri stanno aumentando in modo impressionante), le aziende ci mettono poco a lasciare a casa. Altro che Articolo 18. Figurarsi se poi un datore di lavoro scopre che il proprio dipendente va al lavoro sfrecciando sull’automobile. “E’ una violenza – tuona Osvaldo Caro della Cisl -. Come fa la polizia a sapere dove lavora una persona e addirittura a spedirgli una multa in azienda? Mi sembra una schedatura”. Ancor più dura la reazione della Cgil: “E’ come se al mio segretario – dice Paolo Lenna – arrivasse una mia sanzione per eccesso di velocità. Siamo fuori dal mondo: è una cosa gravissima che mi auguro non accada più. Mi rivolgo al buon senso delle istituzioni transfrontaliere che dovrebbero muoversi per risolvere queste situazioni e non solo pensare ad altro di minore importanza”.

La polizia intercomunale di Stabio e Ligornetto, da cui è partito l’atto, respinge le accuse: “Quando effettuiamo dei controlli con l’autovelox – spiega il comandante Angelo Crivelli – siamo sempre presenti con una pattuglia sul posto. In caso di superamento dei limiti, fermiamo l’automobilista e contestiamo la sanzione immediatamente. Sempre. Per quanto riguarda i frontalieri, per spedire la multa direttamente in azienda, chiediamo il loro consenso”. Nel caso specifico, l’italiano fermato nega l’accordo (e pure l’incontro), ma Crivelli ribadisce: “Ci metto la mano sul fuoco. Non è così”. Un errore del sistema? Sta di fatto che la riscossione alla fonte è quella privilegiata dall’autorità ticinese: “Se una persona non può pagare subito – afferma ancora Crivelli – gli chiediamo un indirizzo a cui spedire la contravvenzione. A volte i dati degli stranieri, compresi quelli sui documenti, risultano non essere aggiornati. E’ capitato che per una multa di 40 franchi restassimo in ballo per mesi, spendendo di più di ciò che andavamo a incassare. E così, per comodità di tutti, se l’automobilista è d’accordo, gli spediamo il tutto in ditta”. Incassata la replica della polizia, l’importante è che ciò non accada più.

Nicola Antonello

 

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  • 5 sensi varese

2 Commenti »

  • Tiziana scrive:

    Allora sono un caso isolato anch’io! Multa arrivata in ditta (con tanto di segretarie infastidite e stizzite che mi chiedevano: “ma l’hai fatta spedire tu qui?!?”)e nessuno che mi ha chiesto autorizzazione o altro….

  • Roberto scrive:

    è una stupidata quella detta dal comandante Crivelli. le pattuglie non ci sono praticamente mai, quindi non fermano nessuno. inoltre quando si viene fermati per una contravvenzione se non si ha da pagare subito impongono il prelievo allo sportello pena sequestro del veicolo. questo quello che accade in ticino…

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