Merck-Serono : il tramonto del sogno Bertarelli
A ventiquattr’ore dall’annuncio, a sorpresa, della chiusura della sede storica di Serono a Ginevra, la farmaceutica fondata dalla famiglia Bertarelli e che Ernesto, appassionato velista, nel 2007 ha venduto alla tedesca Merck, l’opinione pubblica elvetica di interroga sulle motivazioni alla base di un tale schiaffo al mondo del lavoro elvetico. Cancellati 1250 impieghi in un’azienda i cui successi economici e sul mercato dei farmaci di punta sono ineccepibili.
Sono 1250 i posti di lavoro soppressi dalla casa madre Merck allo stabilimento della Merck-Serono di Ginevra: 750 saranno trasferiti in altri siti produttivi (a Darmstadt, sede della Merck, o Boston e Pékin), 500 soppressi entro il primo trimestre 2013. Una chiusura totale dello stabilimento ginevrino incomprensibile ai più, giustificabile solo con squisite motivazioni economiche. Uno choc, non solo per la realtà lavorativa del Canton Ginevra, ma anche per quella farmaceutica elvetica nella quale la ex Serono della famiglia Bertarelli si era ritagliata una fetta di mercato di qualità con la ricerca e la messa a punto di alcuni fra i più noti medicinali di punta al mondo. Merck Serono continuerà tuttavia a mantenere attivi i centri di produzione di Aubonne e Corsier-sur-Vevey, e manterrà a Zugo (per evidenti benefici fiscali) le sue attività commerciali legate al mercato svizzero.
Proviamo a ricostruire la storia recente di questa storica azienda ginevrina. La Serono è stata fondata a Roma nel 1906. Fabio Bertarelli – padre del più noto Ernesto, patron di Alinghi – ne decise il trasferimento a Ginevra nel 1977. L’azienda si è specializzata, nel tempo, nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di medicinali per curare l’infertilità, i problemi cardiaci e soprattutto la sclerosi multipla grazie al suo prodotto di punta, il Rebif. Ad inizio millennio la Serono è, come detto, una dette farmaceutiche faro della realtà elvetica e funge da traino per l’impiego del bacino del Lemano.
Il suo patron Ernesto Bertarelli crea importantissime sinergie con il Politecnico federale di Losanna (EPFL) non solo per quanto concerne le tecniche navali utili a fargli vincere la Coppa America con ALinghi, ma addirittura investendo 30 milioni di franchi per la creazione di tre cattedre alla facoltà di scienze della vita dell’EPFL: neuroscienze, oncologia e amministrazione dei medicinali. Nel 2007, però, Ernesto Bertarelli, reduce da un quadriennio di avventure veliche a bordo del suo sogno-gioiello Alinghi , decide la vendita di Serono al gruppo tedesco Merck per 14 miliardi di euro. Una cifra pazzesca che proietta i Bertarelli al 79. posto della classifica delle persone più ricche del pianeta. Cinque anni fa tutto sembrava andare per il meglio tanto che nuovi posti di lavoro sono stati creati proprio a Ginevra. Eppure la notizia della chiusura nel settore pare fosse nell’aria da tempo. Soprattutto da quando il presidente di Marck che concluse l’acquisto con Bertarelli ha lasciato l’a casa madre tedesca. Era il dicembre 2011. Secondo quanto riferisce oggi la stampa confederata, però, già a maggio dello scorso anno chi gli era subentrato criticava l’organizzazione lenta e burocratica di Merck-Serono Ginevra. Soprattutto, a pesare sul futuro dell’azienda è stato il fallimento del nuovo farmaco anticancro Cladribine che non ha ottenuto l’omologazione né in Europa né negli Stati Uniti. Uno smacco ed una consistente perdita non solo d’immagine per un gruppo ( Merck KgaA) che occupa 40′000 persone in 67 Paesi e che nel 2011 ha realizzato una cifra d’affari di 12 miliardi di franchi. Merck Serono, dal canto suo, impiega 2320 persone in Svizera e 16′000 nel mondo con una cifra d’affari di 7 miliardi di franchi.
« Triste » per la decisione si è detto anche lo stesso Ernesto Bertarelli che secondo quanto dichiarato al quotidiano elvetico Temps non può “che prendere atto di questa decisione” e confessa molta sorpresa di fronte “alla logica di un punto di vista puramente economico”. Gli straordinari succesi e guadagni del Rebif, insomma, non son bastati a salvare l’azienda di Ginevra e Bertarelli conferma che in occasione della conclusione della cessione della Serono alla Merck nessuna condizione era stata posta quanto al mantenimento temporaneo o duraturo dell’azienda a Ginevra: “non era una condizione, era una evidenza”.
KC
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