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Valchiavenna: voglia di Svizzera

11 gennaio 2011 – 18:14Nessun Commento
 
 

Suggestiva veduta notturnadi Campodolcino (cc ul fabius)

Dopo il progettato tunnel tra Gordona e Lostallo, un gruppo di cittadini “valchiavennaschi” vorrebbe scavare una galleria fra Campodolcino e Pian San Giacomo, in alta Mesolcina. La proposta, rispetto alla variante Gordona-Lostallo, sarebbe meno onerosa e altrettanto strategica.

Si torna a parlare insistentemente di nuovi tunnel fra la Valchiavenna e la Mesolcina. Due vallate parallele, separate da alte montagne e dal confine ma che storicamente sono sempre state unite. Prima di Napoleone, i territori della Valtellina e della Valchiavenna erano sotto il dominio grigionese. In tempi più recenti, molta manodopera, particolarmente apprezzata, affluiva da queste regioni verso i cantoni svizzera in particolare Ticino e Grigioni. Ancora oggi sono moltissimi i pendolari che settimanalmente si recano a lavorare in Svizzera ma i pessimi collegamenti rendono gli spostamenti lunghi e onerosi. Ecco che allora, regolarmente, riaffiorano progetti volti a collegare celermente queste regioni con la vicina Svizzera. Del tunnel fra Gordona e Lostallo, se ne parla da anni, anche se per ora il progetto rimane solo sulla carta.

Un progetto alternativo

Nell’attesa che qualcosa si muova, è stata avanzata una nuova proposta: una galleria fra la località montana dell’alta Valchiavenna e Pian San Giacomo,(comune di Mesocco) in Mesolcina. L’idea è sostenuta da un comitato costituito da alcuni cittadini in Valle Spluga. Nelle ultime settimane sono stati promossi un gruppo su Facebook – con approfondite discussioni e duecento iscritti – e una petizione nei locali pubblici della Valchiavenna e delle province limitrofe. L’opera, secondo i promotori, sarebbe molto più economica di quella finora prevista. I chilometri da scavare sarebbero, infatti, solo sette contro i 14 dell’ altra varioante, con un costo complessivo che non supera i 250 milioni di euro contro gli 800 mila preventivati per la Gordona-Lostallo. “Quest’opera eviterebbe alla Val San Giacomo il rischio di isolamento e porterebbe un effetto benefico per l’economia di tutta la Valchiavenna e delle zone circostanti” affermano i promotori del progetto. “Il tunnel, sarebbe strategico anche per i Grigioni e il Ticino, poiché accorcerebbe le distanze fra Engadina e Mesolcina, e per i frontalieri ci sarebbe la possibilità di rientrare a casa ogni sera”. Il gruppo di proponenti fa capo a Fabio Guanella, fra i più convinti che un tunnel fra Campodolcino e Pian San Giacomo consentirebbe di dare nuova vitalità al territorio montano avvicinandolo ad aree urbanizzate di Lombardia e Svizzera. Insomma, nella regione “chiavennasca”, l’interesse della gente per dei collegamenti celeri con la Svizzera, é sempre più forte. A muoversi con molta lentezza sembrano, però essere le istituzioni sia svizzere, sia italiane. I politici locali e regionali, da una parte confermano la loro disponibilità a discutere dei nuovi progetti, dall’altra però fanno ben poco per sbloccare la situazione.

Mario Besani

 

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