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Svizzera: sulla lista nera paradisi fiscali

22 ottobre 2008 – 18:03Nessun Commento

La Svizzera merita di essere iscritta nella “lista nera”dei paradisi fiscali dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), secondo il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück.

Berlino rimprovera a Berna di non collaborare come dovrebbe in materia fiscale. I partiti borghesi e l’Associazione svizzera dei banchieri respingono vigorosamente gli attacchi, ritenendo ingiustificata la richiesta di inserimento nella lista nera.


“La Svizzera dovrebbe figurare sulla lista nera e non sulla lista verde” di chi collabora in ambito fiscale, ha dichiarato Steinbrück in una conferenza stampa a Parigi. “Non rimetto in questione la sovranità della Svizzera o del Liechtenstein. È la sovranità della Repubblica federale di Germania ad essere penalizzata dalle condizioni offerte da certi paesi”, ha aggiunto il ministro. Steinbrück deplora che Svizzera, Austria e Lussemburgo siano tra le oasi fiscali. Il fatto che Berna non fornisca le informazioni che permetterebbero di provare l’evasione fiscale “rappresenta un problema”.


“Il segreto bancario ha trovato i suoi limiti. La Svizzera ha fatto progressi (…), ma dobbiamo andare molto più lontano”, ha rincarato il ministro francese del bilancio Eric Woerth. I due ministri si sono espressi davanti ai giornalisti al termine della riunione internazionale convocata da Francia e Germania per accelerare la lotta ai paesi non cooperativi sul fronte del fisco. Woerth ha indicato che i 17 paesi dell’OCSE partecipanti alla riunione hanno chiesto all’organizzazione di rivedere la “lista nera” entro la metà del 2009. Il ministro francese ha anche annunciato che vi sarà una nuova riunione a Berlino a maggio ogiugno. Attualmente la lista nera contiene tre nomi: Monaco, Andorra e Liechtenstein.


La Svizzera, membro dell’OCSE, ha declinato la settimana scorsa l’invito a partecipare alla riunione in quanto non era posta sotto l’egida dell’OCSE, spiega Beat Furrer, portavoce dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Berna “riconosce solo l’OCSE quale organo per le questioni fiscali internazionali”. “Abbiamo visto la bozza della dichiarazione finale, e questa va ben al di là del consenso corrente in seno all’OCSE”, precisa Furrer.


Il segretario generale dell’OCSE Angel Gurria difende invece la legittimità della riunione odierna, spiegando che era rappresentata una larga maggioranza dei membri dell’organizzazione, segno di un ampio sostegno alle decisioni prese. Woerth ha commentato l’assenza della Svizzera con un ironico “Sicuramente non è venuta a Parigi perché pioveva”.


Red.

 

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