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È in Ticino il “Pantheon” dell’Unità d’Italia

17 marzo 2011 – 14:30Nessun Commento

Giuseppe Garibaldi (foto Mauro Zeni © Museo Vela)

Un ruolo significativo nel Risorgimento italiano deve essere riconosciuto alla Svizzera e in particolare al Canton Ticino, non solo perché qui sono stati ospitati politici e intellettuali (da Arrigo Boito a Giuseppe Verdi, da Cattaneo a Mazzini, senza dimenticare Garibaldi), coinvolti in iniziative non gradite al potere, ma anche perché non pochi furono gli uomini di queste terre che parteciparono direttamente ai moti che hanno portato all’unità d’Italia.

Fra i molti, va annoverato lo scultore Vincenzo Vela, nato a Ligornetto nel 1820, che prese parte alla campagna contro l’Austria in Lombardia e fu presente alle Giornate di Como nel 1848. Formatosi a Brera, negli anni della maturità operò a Torino dove tenne la cattedra di scultura presso l’Accademia Albertina e dove, nei suoi tre atelier, realizzò alcune delle opere capitali della sua carriera: le sculture dedicate ai padri del Risorgimento, da Garibaldi a Cavour a Vittorio Emanuele, senza dimenticare quell’opera che dei moti del ‘48 divenne un vero emblema, lo Spartaco.

Il Pantheon del Risorgimento (foto Museo Vela)

Il Pantheon del Risorgimento (foto Mauro Zeni © Museo Vela)

I gessi originali del monumento a Cavour (il primo dedicato allo statista piemontese), il colossale ritratto a figura intera di re Vittorio Emanuele II e il monumento a Garibaldi: i protagonisti del Risorgimento presentati nella casa-museo dello scultore Vincenzo Vela a Ligornetto costituiscono un vero e proprio tempio della storia italiana su suolo elvetico.

Raccolti dallo stesso scultore nella spettacolare sala centrale della sua casa-museo di Ligornetto, in Ticino, i ritratti dei protagonisti della grande stagione risorgimentale, politici, militari, artisti e cittadini, concorrono a conferire a questo straordinario complesso monumentale il carattere di un sacrario laico definito dai coetanei stessi “pantheon”.

Riaperto dal 15 marzo, il Museo Vincenzo Vela commemora così il 150° dell’Unità d’Italia, ricordando al pubblico che il suo salone ottagonale è stato, a tutti gli effetti, il primo tentativo di presentare, con un teorema di uomini illustri, la storia di quella stagione.

Red./Ufficio stampa Museo Vela

Museo Vincenzo Vela

 

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