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La Regio Insubrica guarda all’Europa

9 settembre 2014 – 11:55Nessun Commento

Villa Recalcati (foto Infoinsubria)

Per superare la crisi che si profila con l’abolizione delle Province, la Regio Insubrica studia la costituzione di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale. Attraverso questo organismo di collaborazione interlocutori del Canton Ticino diventerebbero le Regioni Lombardia e Piemonte.

Questa prospettiva è stata esaminata nel corso di una riunione del direttivo della Regio Insubrica, allargato alle Regioni, tenutasi a Varese, a Villa Recalcati, sede della Provincia. L’iter necessario per arrivare alla istituzione di questo nuovo organismo è stato illustrato da due funzionari della Provincia autonoma di Trento, che – con la Provincia di Bolzano e il Tirolo austriaco – ha già avviato la sperimentazione di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT).

Per fare il punto sul processo, che potrebbe portare alla costituzione di questo nuovo organismo di collaborazione transfrontaliera, si è deciso di convocare l’assemblea generale della Regio Insubrica il prossimo lunedì 29 settembre. Durante questa riunione verrà presentata una traccia di accordo di programma, quale base per l’atto costitutivo di un soggetto giuridico titolato a estendere il proprio raggio d’azione rispetto a quanto oggi è consentito alla comunità di lavoro composta dalle province di Varese, Como, Lecco, VCO, Novara e Canton Ticino.

La nuova istituzione potrebbe concorrere all’assegnazione di fondi Interreg così come di risorse comunitarie. “Rappresenta dunque una soluzione per assicurare continuità alle relazioni intessute e alle iniziative fin qua sostenute dalla Regio, che non potrà che indebolirsi in conseguenza della riforma che ha ‘retrocesso’ e spogliato di risorse le Province italiane, “ ha affermato il presidente della Provincia di Verbano-Cusio-Ossola Massimo Nobili, in questi mesi alla presidenza della Regio Insubrica.

Un nodo importante da risolvere è quella delle prescrizioni che regolano il funzionamento di questi organismi di cooperazione territoriale, come per esempio la necessità che la sede del GECT sia ubicata in un Paese della Unione Europea, e la sua regolamentazione segua quella di uno stato comunitario.

Massimo Nobili, ha auspicato che “questo percorso possa concretizzarsi anche nell’interesse dei tanti frontalieri di questo territorio e delle istanze alle quali il Lago Maggiore nel suo complesso deve trovare risposta quale presupposto per un suo futuro sviluppo. Se questo non avverrà, credo che il destino della Regio Insubrica sia segnato e una comunità di lavoro nata tanti anni fa rischi di limitarsi a essere un’associazione attiva nella promozione di qualche evento o che termini addirittura di esistere”.

Red./Comunicato

 

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