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Senza il Ticino la Regio Insubrica muore

17 maggio 2010 – 08:09Nessun Commento

La Regio Insubrica

Una Regio Insubrica senza il Canton Ticino non avrebbe ragione di esistere. La posizione di Dario Galli, presidente di turno della Comunità di lavoro Regio Insubrica è molto chiara. Se il Ticino lasciasse la Regio questa si scioglierebbe, “perché non avrebbe senso una partecipazione esclusivamente italiana a questa associazione”, ha dichiarato l’esponente della Lega Nord e presidente della Provincia di Varese nell’intervista rilasciata a Infoinsubria.

La Comunità di lavoro Regio Insubrica, l’associazione fondata 15 anni fa dal Canton Ticino e dalle Province italiane confinanti per promuovere la cooperazione e l’integrazione transfrontaliera, sta attraversando un periodo difficile. Il deteriorarsi di rapporti con l’Italia in seguito alle vicende legate allo “scudo fiscale” ha spinto il Governo ticinese a sospendere temporaneamente la partecipazione ai progetti comuni. Recentemente l’operato della Regio è stato oggetto di dure critiche da parte della Lega dei ticinesi.

L’intenzione del presidente della Regio Dario Galli, di procedere ad un avvicendamento alla testa del segretariato generale, ha incontrato forti riserve a Bellinzona. Il capo del Dipartimento del territorio Marco Borradori ha addirittura affermato, al termine dell’ultima riunione dell’Ufficio presidenziale, che il Ticino potrebbe lasciare la Regio. Entro l’estate si attendono le conclusioni delle riflessioni del gruppo, presieduto proprio da Marco Borradori, incaricato dal Governo ticinese di esaminare il lavoro della Regio, le sue finalità e il suo assetto organizzativo.

Per il Ticino si tratta evidentemente di capire cosa ci si può aspettare dalla Regio, e se questa associazione, che è pur sempre solo una associazione di diritto privato, è in grado di rispondere alle aspettative. La valutazione non potrà fare a meno di tener conto delle effettive competenze della controparte. La Regio può essere uno strumento di contatto utile per affrontare certi problemi, mentre per altri è forse necessario trovare altri interlocutori. Ma una cosa è innegabile: senza il Ticino la Regio sparirebbe.

Le Province italiane per coordinarsi fra di loro non hanno bisogno della Regio insubrica.

Michele Andreoli

 

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