Home » Economia

Banche svizzere: utili in crescita, cala l’occupazione

4 settembre 2014 – 11:43Nessun Commento

Nel 2013 le banche in Svizzera hanno registrato complessivamente utili per una cifra complessiva di 60,8 miliardi di franci, con un aumento del 3,1%. La somma di bilancio totale (senza considerare PostFinance) è però diminuita del 1,7%. Il settore ha perso quasi 3000 impieghi.

I dati del Barometro dell’impiego pubblicati oggi dall’Associazione svizzera dei banchieri indica una evoluzione positiva dei patrimoni amministrati. In questo campo il settore bancario svizzero ha saputo difendere la propria posizione nel campo globale del private banking transfrontaliero, riconfermandosi leader a livello mondiale, con una quota di mercato del 26%.

Secondo le previsioni, in una prospettiva di medio periodo la Svizzera è destinata a rimanere il numero uno globale in questo ambito. Sono aumentati i capitali provenienti dall’America Latina e dall’Europa orientale, mentre i patrimoni provenienti dall’Europa occidentale hanno invece evidenziato una flessione, presumibilmente a causa della regolarizzazione delle posizioni storiche e dei conseguenti esborsi per saldare le imposte dovute.

Il calo della somma di bilancio è riconducibile in ampia misura all’uscita da attività “non core” a seguito sia degli adempimenti in materia di fondi propri di Basilea III, sia del leverage ratio (non ponderato per il rischio). La riduzione strategica degli attivi ponderati per il rischio e della somma di bilancio complessiva dovrebbe proseguire anche nel 2014.

L’erogazione di crediti da parte delle banche in Svizzera non ha presentato particolari problemi anche nel 2013. Il volume dei crediti sul mercato nazionale è stato pari a CHF 1045,4 miliardi, con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Su questo totale, CHF 869,8 miliardi sono riconducibili a crediti ipotecari, con una crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente. Questo incremento risulta quindi meno accentuato che nei due anni precedenti, presumibilmente a seguito soprattutto degli adeguamenti dell’autoregolamentazione delle banche nell’ambito dei requisiti minimi per i finanziamenti ipotecari, entrati in vigore in due fasi il 1° luglio 2012 e il 1° settembre 2014. Anche l’economia svizzera ha beneficiato senza interruzioni dell’agevole accesso ai crediti.

Per l’anno in corso si prevede che il livello dei tassi d’interesse permarrà su livelli molto bassi. Nel contempo sono attesi margini ancora esigui e costi maggiori a seguito dell’inasprimento del quadro normativo, con una conseguente possibile erosione degli utili delle banche per l’esercizio 2014.

Occupazione in calo

Il livello complessivo dell’organico delle banche in Svizzera è cresciuto nel 2013 di 579 collaboratori. Tale aumento è tuttavia riconducibile all’inclusione di PostFinance per la prima volta nel computo. Senza questo effetto, il personale si sarebbe ridotto di 2840 unità. Il tasso di disoccupazione nel settore bancario svizzero è risultato pari in media al 2,7%, ovvero mezzo punto percentuale al di sotto del dato dell’economia complessiva (3,2%). Per il secondo semestre 2014 le banche prevedono una tendenza occupazionale leggermente positiva.

Il tasso di disoccupazione nel settore bancario svizzero è risultato pari in media al 2,7%, ovvero mezzo punto percentuale al di sotto del dato dell’economia complessiva (3,2%). Per il secondo semestre 2014 le banche prevedono una tendenza occupazionale leggermente positiva.

Sfide e cambiamento strutturale

Le nuove disposizioni normative, tra cui lo scambio automatico di informazioni con l’estero in ambito fiscale, e i margini in calo stanno comportando un imponente cambiamento strutturale – con conseguenti rischi e opportunità. Dopo un esercizio 2013 difficile, per il 2014 le banche prevedono un lieve miglioramento della tendenza occupazionale.

Nel 2013 le banche in Svizzera sono state chiamate ad affrontare numerose sfide. Gli sviluppi giuridici in ambito fiscale internazionale e le evoluzioni del quadro normativo nazionale ed europeo hanno contraddistinto le attività operative, con ripercussioni sul versante dei costi e sui margini. Oltre all’inasprimento delle disposizioni normative – di pari passo con costi più elevati a fronte di rendimenti stabili o in calo – le banche in Svizzera sono state messe alla prova dal quadro congiunturale globale in chiaroscuro e dai problemi fiscali ancora insoluti nell’Eurozona.

Red./Comunicato

 

Articoli correlati:

  1. Ferrovie svizzere: aumento dei passeggeri e degli utili
  2. Banche svizzere: sempre più difficile recuperare i soldi depositati in nero
  3. Banche svizzere ancora nella bufera
  4. Conti in nero ormai banditi dalle banche svizzere
  5. Banche svizzere ed evasione: accordo con gli USA
  6. Nove banche svizzere nel mirino di Standard & Poor’s
  7. Banche svizzere: declassate da Moody’s
  8. Quattro banche svizzere hanno infranto le regole anti-riciclaggio
  9. La crisi dell’euro colpisce le banche svizzere
  10. Banche svizzere: migliaia di posti a rischio

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.