Banche svizzere ed evasione: accordo con gli USA
Costerà almeno 5 miliardi l’accordo fiscale concluso dalla Svizzera con gli USA per evitare conseguenze penali alle banche svizzere che hanno nascosto soldi di clienti americani al fisco del loro paese. L’accordo offre alle banche un quadro legale per regolarizzare la loro posizione nei confronti delle autorità americane.
La soluzione è composta da tre elementi, ovvero la dichiarazione comune del Governo svizzero e degli Stati Uniti, il programma unilaterale statunitense al quale le banche possono partecipare volontariamente e, da parte della Svizzera, il modello di autorizzazione del 3 luglio 2013 che regge la cooperazione delle banche con le autorità statunitensi.
Il programma statunitense è aperto a tutte le banche svizzere, ad eccezione di quelle che sono oggetto di un’inchiesta penale del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (categoria 1). Queste banche, fra cui figurano Credit Suisse, Banca cantonale di Zurigo, Banca cantonale di Basilea, Pictet, Julius Bär, HSBC e Banca Frey, sono già in trattative con la giustizia americana, e si preparano a versare al fisco USA multe che potrebbero raggiungere i 5 miliardi di franchi.
Le altre banche che hanno motivi fondati per credere di aver violato il diritto fiscale statunitense (categoria 2) possono, al più tardi entro il 31 dicembre 2013, richiedere alle autorità americane un «Non-Prosecution Agreement». Esse dovranno in seguito fornire alle autorità americane informazioni sulle loro operazioni transfrontaliere, ma non i nominativi di clienti.
Anche gli istituti della categoria 2 dovranno inoltre pagare una multa, il cui importo sarà commisurato al volume del patrimonio statunitense amministrato non dichiarato e dipenderà dal momento in cui i conti sono stati aperti.
Le multe corrispondono al 20 per cento per i conti esistenti al 1° agosto 2008, al 30 per cento per i conti aperti tra il 1° agosto 2008 e il 28 febbraio 2009. Se una banca ha ancora aperto un conto con un patrimonio statunitense non dichiarato dopo il 28 febbraio 2009, la multa corrisponde al 50 per cento. Complessivamente si valuta che le multe raggiungeranno la somma di almeno un miliardo di franchi.
Le banche che ritengono di non avere violato il diritto fiscale statunitense (categoria 3) e quelle che svolgono solo un’attività locale (categoria 4) potranno annunciarsi tra il 1° luglio 2014 e il 31 ottobre 2014 presso le autorità statunitensi per richiedere una «Non-Target Letter».
Questa soluzione permette alle banche svizzere di regolarizzare il passato entro un quadro definito. Essa rispetta l’ordinamento giuridico svizzero, non introduce norme con effetto retroattivo e non implica il ricorso al diritto d’urgenza.
Red./Comunicato
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