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Tre domande a…

Paolo Beltraminelli, presidente del governo ticinese

15 dicembre 2013 – 09:11Nessun Commento

Paolo Beltraminelli (foto ppd.ch)

Il Consiglio di Stato ticinese, preoccupato per la situazione creatasi sul mercato del lavoro ticinese in seguito alla libera circolazione, ha presentato una analisi della situazione e proposto una serie di misure. I provvedimenti, che mirano ad eliminare distorsioni della concorrenza a sfavore dell’economia ticinese, e a rendere meno interessante lavorare in Ticino per i non domiciliati, sono stati presentati dal Consiglio di Stato in corpore, presieduto dal capo del Dipartimento della sanità e della socialità Paolo Beltraminelli.

Come mai questo studio e i relativi provvedimenti vengono presentati dall’intero governo?

Si tratta di un problema emergente. Oggi il problema dei lavoratori distaccati e più in generale del trasferimento di lavoro da una regione all’altra dovuto alla libera circolazione è un problema che sta emergendo come un problema politico di stretta attualità, anche a livello europeo. Si tratta di eliminare le distorsioni della concorrenza e di proteggere chi vive e lavora in un determinato territorio.

A cosa sono dovuti i problemi che avete identificato?

Si è rotto un equilibrio. Le condizioni di vita a pochi chilometri di distanza sono nettamente diverse. Chi risiedere e lavora in Svizzera deve far fronte a condizioni molto diverse rispetto a chi risiede in Italia e lavora in Svizzera. Queste disparità si appianeranno eventualmente con un forte recupero economico della Lombardia. Ma nel frattempo dobbiamo prendere provvedimenti con delle misure fiancheggiatrici. Naturalmente vi è anche un importante responsabilità sociale ticinese. Far capo a chi viene dall’Italia acquisendo prestazioni ad un prezzo inferiore è un po’ comodo. Non ci si può poi lamentare se i prezzi si contraggono. C’è anche la pratica di usare i prezzi e i salari italiani per far abbassare i prezzi ticinesi. Questo è malsano e andrebbe evitato.

Il catalogo delle misure presentate è molto vasto. Quali sono, a vostro parere, i provvedimenti da cui vi aspettate la maggiore efficacia?

Le misure più efficaci ed efficienti saranno sicuramente le notifiche e la tassa amministrativa e poi l’imposizione fiscale uguale. Puntiamo anche sulla trasmissione delle informazioni all’Italia riguardo agli introiti realizzati in Svizzera. Non tutte le misure sono adottabili immediatamente, ma almeno abbiamo indicato la strategia che vogliamo seguire.

Michele Andreoli

 

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