Pesanti insulti al Presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli
Il Presidente del Governo ticinese, il socialista Manuele Bertoli, è al centro di vive critiche per il suo discorso del primo di agosto. Una pagina Facebook (per altro già eliminata dall’amministratore del social network) creata anonimamente riporta pesanti insulti al Consigliere di Stato.
Il discorso pronunciato a Locarno in occasione della festa nazionale svizzera dal presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli ha scatenato reazioni anche decisamente scomposte nel Cantone. Oggetto delle critiche sono le affermazioni di Bertoli sull’opportunità di tornare alle urne per definire le relazioni tra Svizzera e UE dopo il voto del 9 febbraio. Ieri mattina è poi comparsa in facebook una pagina dedicata al Presidente del Governo farcita di pesantissimi insulti e affermazioni oggettivamente inaccettabili. Come riferisce il portale della RSI, su segnalazione di numerosi utenti l’amministrazione di facebook ha immediatamente cancellato la pagina nella quale si potevano leggere frasi del seguente tenore: “Pagina dedicata a quell’imbecille di sinistra pro droga libera e pro pedofili nelle scuole. Un deficiente che dovrebbe suicidarsi”. Manuele Bertoli, lo ricordiamo, è Presidente del Consiglio di Stato e dirige il Dipartimento dell’educazione , della cultura e dello sport. E` il primo Ministro non vendete entrato a far parte del Governo cantonale.
Ecco le frasi pronunciate da Bertoli e che hanno sucitato reazioni negative in Ticino: ”
“Dopo il voto popolare dello scorso 9 febbraio che, comunque la si veda, ha segnato una significativa rottura con l’Unione europea e con la politica dei trattati bilaterali portata avanti dal nostro Paese dalla fine del secolo scorso, la Svizzera è entrata in una fase di incertezza, da un lato potenzialmente pericolosa, ma dall’altro potenzialmente chiarificatrice. Il Consiglio federale, pur dovendo in ogni caso mettere a punto onestamente e correttamente la proposta di legislazione in applicazione dell’iniziativa popolare cosiddetta “contro l’immigrazione di massa”, a mio parere nello spazio temporale di tre anni concesso dal nuovo testo costituzionale deve anche immaginare di proporre al Paese un voto adeguato a confermare o rivedere la scelta isolazionista fatta da popolo e Cantoni 6 mesi or sono, perché è attorno a questa questione politica che la Svizzera ed il Ticino si giocano un bel pezzo del loro futuro.
La sola strada ragionevole per evitare di ritrovarci i ponti tagliati con il mondo, per non chiuderci socialmente e culturalmente, per mantenere aperte le relazioni con i nostri mercati naturali, la sola strada possibile per uno sviluppo effettivo del nostro Paese e del nostro Cantone, che per questo obiettivo ha ed avrà ancor più in futuro bisogno di connessioni stabili con quel che sta fuori dal nostro territorio, rimane quella di relazioni solide con l’Unione europea. Se immaginiamo una Svizzera ed un Ticino dell’innovazione, dell’industria tecnologica, della ricerca, dei servizi di punta, dobbiamo renderci conto che tutto questo può essere sviluppato solo in un contesto di internazionalità del nostro Paese e non ha futuro in una Svizzera isolata.”
Red.
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