Il Governo ticinese in soccorso della lingua italiana
Dopo la decisione del governo del Canton Obvaldo di rinunciare all’insegnamento dell’italiano nel liceo di Sarnen, il Consiglio di Stato ha deciso di dar voce alla necessità di salvaguardia delle lingue nazionali, scrivendo direttamente alle autorità federali e cantonali coinvolte.
Una prima lettera è stata indirizzata al Consigliere federale Didier Burkhalter e alla presidente della CDPE Isabelle Chassot, mentre una seconda missiva è stata inviata all’esecutivo obvaldese.
All’autorità federale e alla CDPE il Consiglio di Stato chiede di procedere alle necessarie valutazioni di loro competenza e, in particolare, di sollecitare la Commissione svizzera di maturità a concludere tempestivamente la verifica della corretta applicazione da parte dei Cantoni del Regolamento che disciplina il riconoscimento in Svizzera degli attestati di maturità. Infatti, la decisione di Obvaldo di sopprimere l’italiano come opzione specifica a partire dall’anno scolastico 2012/13 è ritenuta non solo motivo di disappunto per la scarsa considerazione riservata alla lingua e alla cultura italiane, ma pure scelta non conforme ai disposti del citato Regolamento.
All’esecutivo obvaldese il Consiglio di Stato rammenta come la decisione adottata non consideri sufficientemente il rispetto dovuto alla lingua e alla cultura italiane, ma anche alla ricchezza multiculturale del nostro Paese, proprio nel momento in cui la Svizzera si è dotata della Legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche. Nella missiva si ricorda pure che il Regolamento che disciplina il riconoscimento degli attestati di maturità impone l’offerta dell’italiano come disciplina fondamentale. Per l’applicazione di questo principio non sono né previste delle deroghe a dipendenza degli effettivi della sede liceale né contemplate le possibilità – come sembrerebbe essere invece in atto in alcuni cantoni – di sopperire alla mancata offerta di una seconda lingua nazionale facendo capo ad altri licei dello stesso o di un altro Cantone.
In conclusione il Consiglio di Stato invita le autorità obvaldesi a rivedere la loro decisione e a continuare ad offrire la lingua italiana agli studenti che sceglieranno l’opzione specifica per l’anno scolastico 2012/13. Tutto ciò – a maggior ragione – in attesa delle verifiche sollecitate dal Canton Ticino presso le autorità federali.
Com./Red.
Articoli correlati:
- Accordi fiscali: il governo ticinese vuole partecipare al negoziato
- Pesanti insulti al Presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli
- Come sta la lingua italiana in Italia e nel mondo?
- Claudio Zali è il nuovo Ministro del Governo ticinese
- Milano-Malpensa: Maroni incontra il Governo ticinese
- Governo ticinese ricevuto a Berna per parlare di rapporti con l’Italia
- Governo Ticinese: Borradori presidente
- Svizzera: lingua e cultura italiane da tutelare!
- Franco forte: il Governo ticinese scrive a Berna
- Ristorni: assolto il governo ticinese












