Home » Cultura e spettacolo

Come sta la lingua italiana in Italia e nel mondo?

28 ottobre 2013 – 18:50Nessun Commento

Dante

Ci si interroga sullo stato di salute della lingua italiana nel mondo all’Università dell’Insubria. Durante l’incontro si parlerà di lingua, contaminazioni e multiculturalismo con linguisti di studenti di diverse nazionalità. Assente l’unica altra nazione oltre all’Italia in cui l’italiano è lingua nazionale: la Svizzera.

Il convegno “L’italiano oggi – La lingua italiana nel mondo e in Italia”, in programma martedì 29 ottobre 2013, dalle ore 14.30, alle ore 19.00, nell’Aula Magna di via Dunant 3, a Varese, rappresenta un momento di riflessione sullo stato della lingua italiana oggi fuori e dentro i confini dell’Italia: saranno, inoltre, oggetto di approfondimento la diffusione “globale” della lingua inglese, gli aspetti linguistici legati all’integrazione e al multiculturalismo e il caso “Argentina”; il convegno, infine, intende inaugurare una sorta di osservatorio permanente, con cadenza annuale, sull’evoluzione della lingua italiana in Italia e nel mondo.

«L’italiano ha una diffusione importante in diversi Paesi del Mondo – spiega il professor Gianmarco Gaspari, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria e organizzatore dell’iniziativa – nei quali non è lingua ufficiale a causa di diverse vicende storiche (emigrazione, presenza coloniale, annessione ad altri Paesi), il che ha comportato e comporta un’evoluzione specifica e del tutto particolare nel contatto con altre lingue e culture autoctone».

La giornata di studio toccherà anche il caso particolare dell’Argentina, e per questo ha ottenuto il patrocinio di un importante ateneo argentino, l’Università CAECE di Mar del Plata, impegnata nella promozione della lingua italiana nel Paese, e del Consolato Generale e del Centro di Promozione della Repubblica Argentina in Italia.

Tra gli altri aspetti che saranno approfonditi nel corso dell’incontro vi sono le modifiche subite dall’italiano nell’ultimo cinquantennio, a seguito degli apporti linguistici di diversi immigrati – dal nord Africa e dall’America Latina prima, dai Paesi dell’ex blocco comunista più di recente – che hanno contribuito a mutarne l’aspetto e l’uso, oltre che a plasmare una lingua specifica degli immigrati in Italia. «Il riferimento alla città di Varese, sede della giornata di studio, è significativo per la presenza di varie comunità di immigrati che vi si sono succedute, stratificate e radicate negli anni – continua il professor Gaspari – . La riflessione toccherà anche l’inglese: lingua franca della scienza e della comunicazione a livello mondiale, che sembra oggi erodere la presenza dell’italiano in diversi settori specialistici, dall’economia ai media, supportata da politiche governative e ministeriali che la spingono a sostituire l’italiano come meta-lingua formativa: si pensi all’attualissimo dibattito sui corsi di laurea impartiti in lingua inglese».

Red./Comunicato

 

Articoli correlati:

  1. Misure contro la concorrenza italiana solo nel rispetto dei bilaterali
  2. Newscron, l’App ticinese che spopola nel mondo
  3. Industria italiana, nel 2013 cresce solo l’alimentare
  4. In Italia la pressione fiscale più alta del mondo
  5. Svizzera e Italia tra le nazioni “top 10″ al mondo
  6. Svizzera: lingua e cultura italiane da tutelare!
  7. Il Governo ticinese in soccorso della lingua italiana
  8. Fatturazione dell’IVA italiana da parte di un artigiano svizzero che fa un lavoro in Italia
  9. L’Alto Adige sceglie la Tv Svizzera Italiana
  10. Svizzera: la lingua di Dante in profonda crisi.

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.