Come sta la lingua italiana in Italia e nel mondo?
Ci si interroga sullo stato di salute della lingua italiana nel mondo all’Università dell’Insubria. Durante l’incontro si parlerà di lingua, contaminazioni e multiculturalismo con linguisti di studenti di diverse nazionalità. Assente l’unica altra nazione oltre all’Italia in cui l’italiano è lingua nazionale: la Svizzera.
Il convegno “L’italiano oggi – La lingua italiana nel mondo e in Italia”, in programma martedì 29 ottobre 2013, dalle ore 14.30, alle ore 19.00, nell’Aula Magna di via Dunant 3, a Varese, rappresenta un momento di riflessione sullo stato della lingua italiana oggi fuori e dentro i confini dell’Italia: saranno, inoltre, oggetto di approfondimento la diffusione “globale” della lingua inglese, gli aspetti linguistici legati all’integrazione e al multiculturalismo e il caso “Argentina”; il convegno, infine, intende inaugurare una sorta di osservatorio permanente, con cadenza annuale, sull’evoluzione della lingua italiana in Italia e nel mondo.
«L’italiano ha una diffusione importante in diversi Paesi del Mondo – spiega il professor Gianmarco Gaspari, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria e organizzatore dell’iniziativa – nei quali non è lingua ufficiale a causa di diverse vicende storiche (emigrazione, presenza coloniale, annessione ad altri Paesi), il che ha comportato e comporta un’evoluzione specifica e del tutto particolare nel contatto con altre lingue e culture autoctone».
La giornata di studio toccherà anche il caso particolare dell’Argentina, e per questo ha ottenuto il patrocinio di un importante ateneo argentino, l’Università CAECE di Mar del Plata, impegnata nella promozione della lingua italiana nel Paese, e del Consolato Generale e del Centro di Promozione della Repubblica Argentina in Italia.
Tra gli altri aspetti che saranno approfonditi nel corso dell’incontro vi sono le modifiche subite dall’italiano nell’ultimo cinquantennio, a seguito degli apporti linguistici di diversi immigrati – dal nord Africa e dall’America Latina prima, dai Paesi dell’ex blocco comunista più di recente – che hanno contribuito a mutarne l’aspetto e l’uso, oltre che a plasmare una lingua specifica degli immigrati in Italia. «Il riferimento alla città di Varese, sede della giornata di studio, è significativo per la presenza di varie comunità di immigrati che vi si sono succedute, stratificate e radicate negli anni – continua il professor Gaspari – . La riflessione toccherà anche l’inglese: lingua franca della scienza e della comunicazione a livello mondiale, che sembra oggi erodere la presenza dell’italiano in diversi settori specialistici, dall’economia ai media, supportata da politiche governative e ministeriali che la spingono a sostituire l’italiano come meta-lingua formativa: si pensi all’attualissimo dibattito sui corsi di laurea impartiti in lingua inglese».
Red./Comunicato
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