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Sindaci in rivolta: “Boicottiamo le elezioni Europee”

25 novembre 2013 – 13:40Nessun Commento

L'incontro a Palazzo Estense (foto redazione)

Tagli, incertezze sull’Imu e poi l’umiliazione di redigere il bilancio di previsione 2013 a due mesi dalla fine dell’anno. E mentre a Roma tergiversano, sul territorio i sindaci sono in trincea: i cittadini che bussano alla loro porta in cerca di aiuto aumentano di giorno in giorno. Senza contare le minacce e gli episodi di violenza che, in questi mesi, hanno colpito almeno una decina di primi cittadini. E così stamattina (lunedì 25 novembre), una quarantina di “borgomastri” del Varesotto si sono riuniti a Varese. Obiettivo: tracciare il punto della situazione e decidere il da farsi.

“Non è vero – ha tuonato il sindaco di Varese – che i soldi non ci sono. Hanno appena stanziato un miliardo di euro per Roma capitale e per i lavoratori socialmente utili di Napoli e Reggio Calabria. Questo territorio ha da sempre dato più di quanto ha ricevuto. Ora stiamo soffrendo e quindi il Governo deve aiutarci”. Nelle pieghe dei bilanci le voci che sotterrano i Comuni sono a decine: situazioni che, raccontate all’estero, appaiono inverosimili. E invece capita che: “noi – ha aggiunto Fontana – paghiamo alcune spese del Tribunale, come i telefoni dei magistrati. Quei soldi ci tornano indietro dopo 6 anni e, a volte, non ci arrivano nemmeno tutti”. La situazione è drammatica. Tanto che in molti casi non i municipi non riescono più nemmeno a rattoppare le strade. E così ci si ribella. “Se in quindici giorni non cambia qualcosa, propongo di sospendere il servizio elettorale per il voto delle Europee”. E’ un’iniziativa choc quella che il sindaco di Saltrio Giuseppe Franzi consiglia ai colleghi. Bloccare l’organizzazione dei seggi, in mano ai municipi: “Ci arrestano? E allora? Se lo facciamo tutti e 8.000, voglio vedere se mettono le manette collettivamente. Anche perché le manette ce le abbiamo già: io in cassa ho 1,5 milioni di euro di soli ristorni frontalieri. Fermi, anche quelli a causa del patto di stabilità. Per Claudio Montagnoli “si è alla canna del gas”.

Il sindaco di Arsago Seprio ha aggiunto: “Due settimana fa è arrivato l’ultimo taglio: 190.000 euro. Volevamo realizzare una scuola materna, il progetto era pronto è ed stato già pagato 60.000 euro. Poi è arrivato il patto di stabilità e ci siamo arenati”. Le lamentele sono unanimi: destra, sinistra, centro, liste civiche e autonomiste. E alcune situazioni sono francamente paradossali: “Sto pagando gli interessi alla Cassa Depositi e Prestiti – ha spiegato Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta – per una scuola elementare che non possiamo costruire a causa dei vincoli fiscali vigenti. E non posso nemmeno restituire il denaro perché altrimenti le penali sarebbero ancora più pesanti”. La realtà, secondo il borgomastro di Cairate, Paolo Mazzucchelli è che l’Italia sia in fallimento: “Bisogna raccontare la verità ai cittadini – ha tuonato -. Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Del Rio, era un nostro collega e aveva annunciato grandi riforme. Purtroppo pure lui si è appiattito sui provvedimenti del governo. Il mio timore è che la verità sia peggiore della realtà che stiamo vivendo: i soldi sono finiti”.

Come avvenuto per i suoi colleghi, in campagna elettorale aveva stilato un programma pieno di idee, progetti, novità. Ora, per molti, il punto programmatico per il prossimo anno si è ridotto a uno solo: sopravvivere. Se si riesce.

Nicola Antonello

 

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