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Ripreso il negoziato fiscale fra Roma e Berna

28 novembre 2013 – 09:01Nessun Commento

La sede del Ministero del tesoro italiano

Nuova partenza per i negoziati fiscali tra Italia e Svizzera, il cui destino sembra in balia delle vicissitudini politiche italiane. Dopo una lunga interruzione dovuta al cambio di governo, oggi una delegazione svizzera dovrebbe riprendere a Roma la trattativa con la controparte italiana.

Le trattative con Roma in materia di fiscalità erano iniziati quando Berlusconi era ancora primo ministro; poi c’era stato qualche incontro tecnico sotto l’egida del governo Monti, e ora ci si riprova con il governo Letta. I temi in discussione sono sempre gli stessi: prima di tutto si tratta di regolarizzare la posizione dei capitali italiani depositati in Svizzera all’insaputa del fisco italiano.

Quando il negoziato iniziò sembrava che la soluzione dovesse rispecchiare quella trovata con la Gran Bretagna e in corso di definizione con la Germania, il famoso accordo Rubik, che prevedeva una imposta liberatoria, e il prelievo di una imposta alla fonte sui redditi, con il mantenimento della garanzia di anonimità per i proprietari.

Questa soluzione oggi sembra meno interessante. La Germania infatti ha respinto questa possibilità, e i detentori di fondi neri inglesi sembra che preferiscano regolarizzare in maniera definitiva la loro posizione, autodenunciandosi al fisco del loro paese. Presto o tardi infatti lo scambio automatico di informazioni verrà imposto anche alla Svizzera. Molte banche svizzere stanno già da tempo incoraggiando i clienti detentori di depositi “non fiscalizzati” a denunciare i loro averi al fisco.

Comunque anche per questa possibilità vanno definite modalità accettabili da tutte le parti, e quindi il tema è sicuramente uno di quelli all’ordine del giorno. Gli altri punti su cui si tratta di trovare un accordo sono la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni, l’accesso ai mercati finanziari, l ’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri e, indispensabile corollario di qualsiasi accordo, lo stralcio della Svizzera dalle liste nere italiane dei paesi a fiscalità privilegiata.

Red.

 

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