Elezioni italiane: la Lombardia sarà decisiva
Saranno le elezioni più insubriche di sempre. Mai così tanti politici insubrici di spicco avevano combattuto per le cariche istituzionali più prestigiose d’Italia. Per la prima volta, infatti, un varesino corre alla carica di Presidente del consiglio. Si tratta di Mario Monti, premier uscente, che, dopo un lungo travaglio ha scelto di “salire” in campo.
Anche se la sua coalizione capeggiata da “Scelta civica” appare nettamente indietro rispetto a centrosinistra e centrodestra, è la prima volta da vent’anni a questa parte che una formazione politica minaccia così fortemente il bipolarismo italiano. Tant’è che gli ultimi giorni di campagna elettorale si sono vissuti soprattutto sull’eventualità di un’alleanza post voto fra i montiani e il Partito democratico.
Le elezioni nazionali hanno uno snodo cruciale in Lombardia. Sia perché il voto lombardo del Senato potrebbe
decidere la maggioranza della seconda camera italiana, si voterà in contemporanea per le Regionali. Anche in questo caso la posta in gioco è enorme. La presidenza lombarda è ritenuta la quinta carica dello Stato e soprattutto dopo vent’anni di regno incontrastato di Roberto Formigoni, il sistema del centrodestra è a rischio. Gli scandali giudiziari e la crisi economica hanno prodotto un calo di consenso delle forze di maggioranza a favore di Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra.
Sarà un invece un insubrico a cercare di mantenere lo status quo. Si tratta di Roberto Maroni, successore di Umberto Bossi alla guida della Lega Nord che si gioca tutto in un colpo solo. Riuscirà a mantenere il 23% di vantaggio delle elezioni del 2010? Difficile ma gli ultimi sondaggi dicono che la partita si giocherà su pochissimi punti. Probabilmente a giocare un ruolo chiave sarà il voto alle altre liste: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e il candidato montiano Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano.
Infine, sempre negli ultimi giorni, ha tenuto banco un altro argomento fortemente legato all’Insubria. La proposta shock di Silvio Berlusconi di abolire l’Imu e di restituire agli italiani i soldi pagati per la tassa sulla casa nel 2012, passerebbe da un accordo fiscale con la Svizzera. Decine di miliardi freschi freschi. Ma siamo sicuri che gli svizzeri siano così pronti a firmare l’accordo l’indomani dell’eventuale vittoria del Cavaliere?
Nicola Antonello
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Veramente poco professionale questo articolo .
Grande risalto ai partiti che hanno presenza in parlamento e 2 accenni alle altre liste che hanno percentuali di grande interesse e sopratutto in crescita , senza nemmeno spiegare o accennare i punti di forza e debolezza di tutti .
Articolo Fazioso