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Con 160′000 euro nelle mutande…

13 febbraio 2013 – 15:05Nessun Commento

(Foto Guardia di Finanza)

Un insospettabile professionista italiano ha tentato di passare il valico di Brogeda con 160′000 euro nascosti nella biancheria intima. Bloccato dalla Guardia di Finanza gli è stato sequestrata la metà della somma. Con la cifra rimanente l’uomo è tornato in Svizzera e presentato la dichiarazione valutaria.

Pensava di farla franca trattenendo nel portafogli solo 9.000 euro e nascondendosi accuratamente addosso le restanti banconote, ma i militari del Gruppo Guardia di Finanza Ponte Chiasso, in collaborazione con i funzionari della Dogana di Ponte Chiasso, non si sono lasciati sorprendere dall’ espediente adottato da un professionista italiano con passaporto lussemburghese, intercettato al valico turistico di Como-Brogeda.

L’uomo è un 46enne commercialista nato in Sicilia e residente in Austria che a bordo di un potente SUV ha tentato di entrare nel territorio italiano assicurando ai finanzieri che lo hanno fermato di portare con sé circa 9.000 euro, ovvero un importo inferiore alla soglia consentita (pari a 9.999,99 euro).

In effetti nel portafogli esibito in sede di controllo erano realmente contenute banconote per 9.000 euro esatti, tutte in tagli da 500 euro e nuove di zecca, cosa che ha insospettito non poco i militari operanti. Spinto dalle incalzanti domande rivoltegli dalle fiamme gialle, il professionista è più volte caduto in contraddizione sino a confessare la violazione, cominciando ad estrarre alla spicciolata da più parti del corpo numerose banconote da 500 euro, accuratamente nascoste tra gli abiti e la biancheria intima indossati.

Ci sono voluti alcuni minuti per portare a termine l’operazione dal momento che omplessivamente le banconote da 500 euro indossate erano giusto 300, per un valore complessivo di 150.000 euro.

Dei 149.000 euro trasportati illecitamente ne è stato sequestrato immediatamente il 50%, per un importo di 74.500 euro, in attesa che il Ministero dell’Economia e delle Finanze definisca la sanzione da applicare al trasgressore, oggi variabile dal 30 al 50% della somma trasportata illegalmente.

Terminato il controllo, il professionista ha curiosamente preferito rientrare immediatamente in Svizzera piuttosto che proseguire il viaggio in Italia. Forte dell’accaduto, però, questa volta in uscita dall’Italia ha preferito fermarsi nuovamente al valico e presentare la dichiarazione valutaria per l’esportazione in territorio elvetico dei rimanenti 84.500 euro.

Com./Red.

 

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