Verso l’elezione di un papa insubrico?
Il prossimo Papa sarà un insubrico? Neanche il tempo di metabolizzare le dimissioni di Benedetto XVI che si è già scatenato il cosiddetto toto-Papa. In pole position, secondo gli esperti, ci sarà un prelato originario dell’Insubria: Angelo Scola, nato il 7 novembre 1941 a Malgrate (Lecco) e dal 28 giugno 2011 Arcivescovo di Milano, la Diocesi più grande al mondo. Di origini umili, sacerdote di vasta cultura, una grande amicizia con don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione e una carriera importante all’interno della Chiesa, Scola appare come uno dei papabili più forti.
I suoi legami col territorio di confine va ben oltre i natali: da giovane partecipa all’Azione Cattolica e frequenta il liceo classico Alessandro Manzoni a Lecco. Studia filosofia all’università Cattolica. Poi entra nel seminario di Venegono Inferiore (Varese), dove venne allontanato alla vigilia dell’ordinazione perché la vicinanza a Cl fu letta come una sorta di settarismo. Ma Scola non abbandonò la sua strada cristiana: l’ordinazione sacerdotale avvenne a Teramo, il 18 luglio 1970. E per continuare gli studi si recò Friburgo (Svizzera) dove conseguì il dottorato in teologia e divenne anche insegnante. Dopo essere stato Vescovo a Grosseto e aver ricoperto diversi incarichi a Roma, il grande salto avviene nel 2002 con la nomina a patriarca di Venezia.
Ora, da Arcivescovo di Milano, ha segnato una distanza netta con il maggior esponente politico di Cl in Italia, l’ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: “In vent’anni – disse pochi mesi fa Scola – ci siamo visti sì e no una volta all’anno, a Natale”. E poi un altro sfogo su Cl: “Essere un vescovo che ha militato in Comunione e liberazione è, per alcuni, come avere due peccati originali”. Inoltre il reggente della chiesa milanese è apprezzato anche da alcuni rapporti della diplomazia americana, solitamente non tenera con gli italiani, resi pubblici da Wikileaks: “Scola – si legge – è una figura accademicamente brillante, cosmopolita, affabile, intelligente, ed ha una personalità calda e amichevole. È strettamente e orgogliosamente leale ai principi del cattolicesimo, ma senza l’handicap di essere un demagogo, visto che preferisce trattare con le altre persone sulla base di ragionamenti e dialoghi”. Già con la morte di Giovanni Paolo II, Scola era uno dei favoriti come successore di Pietro. Ora lo è di nuovo. Dopo il comasco Innocenzo XI (Papa dal 1676 al 1689), Sua Santità sarà nuovamente un insubrico?
Nicola Antonello
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