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Lungolago di Como: si riparte!

30 settembre 2013 – 09:18Nessun Commento

Firmata la convenzione fra Regione e Comune di Como per i lavori del lungolago (foto Regione Lombardia)

Il progetto del lungolago di Como e le tanto agognate paratie: la soluzione sembra essere stata trovata grazie all’intervento della Regione. Regione Lombardia e Comune di Como hanno, infatti, concordato un preciso percorso per completare al più presto le opere, allo scopo di garantire prima possibile la sicurezza della città di Como.

Regione Lombardia e Comune di Como hanno firmato una convenzione e concordato un preciso percorso per completare al più presto le opere relative al lungolago cittadino, allo scopo di garantire prima possibile la sicurezza della città di Como. Le opere strutturali e idrauliche saranno riadeguate alle nuove norme e ulteriormente migliorate nella loro efficienza. Il riassetto architettonico dell’area oggetto dei lavori è stato integrato nel progetto, confermato negli obiettivi originari, tenuto conto delle peculiarità uniche di questo ambiente e sviluppando gli spunti del concorso di idee.

“L’impegno che prendiamo congiuntamente è che questa volta si fa sul serio, siamo determinatissimi ad andare fino in fondo”. E’ soddisfatto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che, insieme all’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, ha firmato la convenzione fra Regione Lombardia e Comune di Como per il completamento dei lavori per la fruibilità del lungolago. E per il Governatore Maroni ce l’abbiamo fatta”. Grande soddisfazione per il risultato raggiunto con la firma della Convenzione per la ripartenza dei lavori relativi alle paratie del lungolago di Como è stata espressa anche da Viviana Beccalossi sottolineando come il “lavoro non è certo finito, dal momento che l’Amministrazione comasca dovrà presentare, entro il prossimo 31 dicembre, la variante tramite la quale il Comune di Como potrà ottenere fino ad altri 6,5 milioni di euro a valere sul Bilancio regionale 2014-2016″. La variante è necessaria, perché è trascorso molto tempo da quando, per la prima volta, si è parlato di questo progetto. “Questa è una zona di pregio – ha sottolineato Viviana Beccalossi – e città come Como hanno criticità e vincoli, che pongono problemi ai lavori che si vogliono fare. Oltretutto sono cambiate anche diverse leggi e vincoli e quindi, inevitabilmente, abbiamo dovuto riaggiornare il progetto”.

La leale collaborazione fra Istituzioni, ha ribadito il presidente, “alla fine riesce a risolvere i problemi e a dimostrare che la politica, quando è fatta con la ‘p’ maiuscola, è capace di produrre dei risultati soddisfacenti, cioè con costi e tempi certi”. Maroni ha sottolineato l’importanza della data del 31.12.2013, entro la quale il Comune di Como si è impegnato a presentare la variante ai lavori, “altrimenti – ha ironizzato – i 6,5 milioni di euro non saranno a disposizione”.

Regione Lombardia avrà un ruolo di indirizzo e di controllo: il Comune, dal canto suo, dovrà presentare, entro la data stabilita, la variante, sulla quale Regione Lombardia si impegnerà poi economicamente. “Subito dopo l’insediamento della Giunta Maroni – ha continuato Beccalossi – abbiamo trovato 5 milioni di euro e ci siamo presi l’impegno di uscire da questa fase di stallo. Oggi, appunto, diciamo di più: abbiamo infatti già ‘prenotato’ altri 6,5 milioni di euro, che verranno stanziati dopo la presentazione della variante”. A giornalisti che chiedevano ragguagli circa la Corte dei Conti, Beccalossi ha risposto che “Non completare l’opera sarebbe un grande rischio anche in termini di responsabilità nei confronti della stessa Corte. Ecco perché abbiamo voluto firmare una convenzione, che sancisce gli impegni precisi di entrambe le amministrazioni e dimostra che i soldi non sono sprecati”.

Il Sindaco Lucini, dal canto suo, ribadisce che “non abbiamo da oggi un lungolago, c’è ancora una strada complessa da compiere, che è quella della perizia di variante, che deve garantire lavori meno invasivi e non pregiudicare l’opera. Contemporaneamente bisognerà ricucire i rapporti con l’impresa appaltatrice e far ripartire i lavori. La strada è lunga, ma non avremmo potuto continuare a percorrerla senza l’intervento di Regione Lombardia”.

Com./Red.

 

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