Erba di plastica per il lungolago di Como
Secondo la leggenda i villaggi Potemkin erano stati fatti costruire dal principe Potemkin per impressionare Caterina II durante un viaggio in Crimea nel 1787: i villaggi erano di cartapesta e c’erano attori che si atteggiavano a falsi pastori e fingevano di vivere una vita facile e felice (da Wikipedia). Sta andando in questa direzione la scelta del Comune di Como di mascherare l’ormai cantiere del lungolago con un maxi tappeto di erba sintetica.
Per riaprire la passeggiata al lago, al Comune è stata presentata una sola offerta, quella promossa dal calciatore comasco Gianluca Zambrotta, che prevede, oltre all’erba sintetica, parapetti di cristallo e una particolare illuminazione a led. Il più tradizionale progetto presentato dalle associazioni di categoria, che prevedeva la creazione di aiuole piante e fiori, è stato ritirato. L’obiettivo è quello di riaprire la passeggiata entro il 10 giugno, in tempo per l’inizio della stagione turistica.
Probabilmente da lontano i turisti non vedranno neanche la differenza, e quindi le foto che si porteranno a casa ricorderanno più un luogo di villeggiatura che un cantiere portuale. E probabilmente si tratta anche dell’unica possibilità, visto che in autunno dovrebbero ricominciare i lavori per proteggere Como dalle inondazioni del Lario. Ma il progetto proposto dal calciatore Zambrotta suscita ugualmente molte riserve.
Interpellato dal quotidiano La Provincia, il presidente dell’Ordine degli architetti Angelo Monti ha fatto i complimenti al calciatore per aver deciso di investire sulla sua città e aver favorito la riapertura provvisoria del lungolago, ma ritiene che l’altro progetto fosse “più consono al luogo. Il tappeto in erba sintetica è una soluzione forzata, fuori misura e non adeguata.”
Anche l’architetto e consigliere comunale Dario Valli avrebbe preferito una soluzione più semplice e magari più genuina, e cita ad esempio il lungolago di Lugano: “Siamo molto lontani dalla qualità che richiederebbe un contesto come il lungolago. Certo, servirà per un periodo limitato, tuttavia migliaia di turisti avranno come ricordo di Como una passeggiata con la moquette. Sarebbe stato molto meglio un progetto semplice in linea con quello avanzato dalle categorie, bastavano 70mila euro. Pensiamo al lungolago di Lugano: è splendido, ma non è altro che asfalto e verde ben curato, in molte zone non c’è neanche il parapetto».
Red.
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