Commercio al dettaglio in Ticino: ripresa per le grandi superfici, in difficoltà i piccoli negozi
Nel secondo trimestre del 2013 il settore del commercio al dettaglio ticinese esplicita ancora una volta le proprie difficoltà dovute al minor afflusso di clienti e al calo dei volumi di vendita. Una dinamica negativa condizionata dalle avversità che seguitano ad affliggere le piccole realtà commerciali. Per contro, dalle medie e grandi superfici si amplificano i segnali positivi.
Nel secondo trimestre del 2013 il settore del commercio al dettaglio ticinese prosegue lungo una dinamica negativa condizionata dalle ostilità che imperversano sulle piccole realtà commerciali e che hanno il sopravvento sulla più snella marcia delle superfici commerciali di media e grande entità. I dati raccolti dall’Ufficio cantonale di statistica mostrano un continuo calo della cifra d’affari settoriale: -2,2% ad aprile, -1,9% a maggio e -1,5% a giugno.
A pesare sul settore, la contrazione rispetto allo scorso anno dell’afflusso di clienti denunciata dal 48% degli interpellati, a fronte del 13% che ravvisa un incremento, così come il minore quantitativo di vendite trimestrali denunciato dal 30% degli intervistati, a fronte del 19% secondo cui è aumentato.
Piccoli commercianti
Particolarmente colpiti i piccoli commercianti ticinesi. Ad influire negativamente sulla dinamica del comparto il minor afflusso di clienti reclamato dal 58% degli interpellati (a fronte dell’11% che ne percepisce un aumento).
Un deterioramento a cui si somma il minor quantitativo di vendita rilevato dal 46% dei commercianti (al cospetto del 3% che avverte un aumento). Il volume delle scorte, rimasto stabile, è ancora giudicato eccessivo. Gli utili trimestrali continuano ad assottigliarsi secondo il 47% degli interpellati, mentre un aumento è registrato solo dal 7%.
Negozi medi e grandi
Per le superfici commerciali di media e grande entità sembra invece delinearsi una fase di lenta ripresa. Lo dimostrano i recenti dati in crescita della cifra d’affari: +2,0% ad aprile (su base annua), +1,4% a maggio e +1,2% a giugno.
Risultati incoraggianti ma che non permettono ancora di esultare, in quanto si rapportano ai valori segnati lo scorso anno quando il comparto segnalava cali del fatturato ad aprile e maggio, rispettivamente -7,1% e -3,2%. A frenare l’entusiasmo, il calo (su base annua) dell’afflusso di clienti, e il volume delle scorte in aumento e considerato ad un livello eccessivo.
Nonostante ciò, il comparto emana segnali positivi indotti dalla progressione positiva dei quantitativi di vendita trimestrali. Inoltre, il livello d’impiego a luglio è giudicato adeguato, e gli utili trimestrali interrompono la serie negativa, dopo quasi due anni in calo, registrando una crescita.
Di riflesso, pure i pareri relativi alla situazione degli affari di luglio propendono per una valutazione complessivamente positiva (saldo a +38). In prospettiva i commercianti sono ottimisti prevedendo a tre mesi stabilità nei prezzi di vendita e un aumento dell’occupazione, a sei mesi un ulteriore miglioramento della situazione degli affari.
Red./Comunicato
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