Commercio al dettaglio ticinese: – 8,6%
Non s’arresta neppure nel corso del secondo trimestre dell’anno la dinamica negativa che affligge il commercio al dettaglio ticinese. Su base annua la cifra d’affari registra una contrazione del 8,6%.
Il settore è confrontato ad una persistente contrazione dell’afflusso di clienti che si ripercuote negativamente sul fatturato, sui livelli d’impiego e sugli utili trimestrali. La situazione critica, che emerge dall’indagine pubblicata dall’Ufficio cantonale di statistica, coinvolge sia la piccola distribuzione che le superfici commerciali di media e grande entità, sebbene quest’ultime in maniera meno accentuata.
L’andamento ostile è confermato dall’evoluzione negativa della cifra d’affari settoriale che realizza ad aprile un’amara contrazione su base annua) del -8,6%, a maggio una flessione del -1,6%, e a giugno una flebile ripresa del +0,5% (rispetto allo stesso mese dello scorso anno quando però segnava un calo del -4,6%). Risultati condizionati dal continuo calo dell’afflusso di clienti, che a giugno assilla oltre il 44% degli intervistati (a fronte del 26% secondo cui è aumentato), e dal declino del quantitativo di vendite trimestrali accusato dal 42% dei negozianti (contro il 22% secondo i quali è aumentato).
Il volume delle scorte, complessivamente considerato in lieve eccesso, tende a diminuire rispetto ai valori dello scorso anno. Questa dinamica avversa si ripercuote negativamente sia sui livelli d’impiego, in diminuzione dello -0,7% su base annua, che sugli utili trimestrali, diminuiti secondo il 41% degli interpellati (a fronte di un miglioramento ravvisato solo dal 6%). Circostanze tali per cui a luglio la situazione degli affari è giudicata cattiva per il 40% degli intervistati, né buona né cattiva per il 49% e buona per l’11%.
Secondo quanto prospettato dagli operatori, l’evoluzione negativa dovrebbe protrarsi anche nel corso del terzo trimestre dell’anno, con possibili correzioni al ribasso sui livelli d’impiego. L’andamento degli affari dovrebbe dunque ancora peggiorare per i piccoli negozianti mentre stabilizzarsi per i negozi di media e grande dimensione. Per i prossimi tre mesi gli intervistati si attendono nuovi cali del fatturato con possibili ridimensionamenti.
Red./Comunicato
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