Ticino: non migliora la situazione del commercio al dettaglio
Nel secondo trimestre dell’anno il settore del commercio al dettaglio in Ticino beneficia di brevi boccate d’aria fresca imperniate attorno alla crescita della cifra d’affari nei mesi di aprile e maggio. Un’ossigenazione già smorzata nel mese di giugno, e comunque insufficiente per ora a ridare linfa al settore, ancora confrontato con cali dell’afflusso di clienti e delle vendite.
Le prospettive dei commercianti convergono nel prevedere una crescita della cifra d’affari a tre mesi; divergono invece per quanto riguarda l’evoluzione degli affari a sei mesi: ottimisti i negozianti delle medie e grandi superfici, scettici quelli delle piccole realtà commerciali.
Il comparto dei piccoli commerci ticinesi continua a patire, anche nel secondo trimestre dell’anno, i contraccolpi causati dalla congiuntura negativa e dalla concorrenza estera. Nonostante l’indicazione apparentemente positiva della crescita della cifra d’affari nei mesi di aprile (+1,8%) e maggio (+5,6%), questi risultati non sono in realtà ancora sufficienti a compensare gli esiti negativi (-5,4% e -5,1%) degli stessi mesi dell’anno precedente.
Inoltre, il nuovo calo del mese di giugno (-2,2%), mostra come il comparto sia ancora in affanno. L’affluenza dei clienti resta un problema importante, e anche in questo trimestre registra un calo su base annua nel 44% dei piccoli negozi interpellati, a fronte del 36% in cui è rimasta invariata e del 20% in cui è aumentata. Parallelamente i quantitativi di vendita sono anch’essi diminuiti nel 38% dei negozi, a fronte del 25% in cui sono aumentati.
Red./Comunicato
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