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In attesa della Giöbia

27 gennaio 2013 – 09:40Nessun Commento

La Giubiana di Cantù 2011 (foto YT Cantuinvideo)

La Giubiana o Festa della Giöbia è una festa tradizionale molto popolare nel varesotto e nel comasco. L’ultimo giovedì del mese di gennaio nelle piazze di molti paesi viene bruciata la Giubiana, un grande fantoccio di paglia vestito di stracci.

A Varese questa tradizione riscoperta viene festeggiata con una serie di eventi. Oggi, approfittando della “domenica verde” nel centro storico sono stati organizzati spettacoli e letture: domenica 27 gennaio alle ore 15.30, alle 16.15 e alle 17 all’ ufficio IAT Varese (Via Romagnosi, 9) l’attrice Luisa Oneto leggerà alcuni brani sulla Giöbia tratti da “Leggende nostre” di Chiara Zangarini.

Nella Varese di un tempo la Giöbia era una ricorrenza molto sentita. Per l’occasione le donne di ogni età si riunivano a cenare allegramente con le amiche, senza gli uomini, che nel frattempo organizzavano loro numerose burle. Gli uomini erano ammessi solo “puscéna” (dopo cena) e portavano in dono alle amate un dolce a forma di cuore: ul cör , un riconoscimento offerto alle donne per il lavoro svolto a favore della famiglia.

La festa cadeva dopo la sosta di pieno inverno e segnava la partenza degli uomini che tornavano ai cantieri e alle fabbriche. A Varese la festa è stata tramandata fino ai nostri giorni dalla “Famiglia Bosina” che nell’occasione premia il Poeta Bosino, e da pasticceri e panettieri che preparano dolci a forma di cuore.

Nel comasco, a Cantù, la festa della Giubiana ha assunto un carattere un po’ diverso. Qui la Giubiana è una giovane bellissima che secondo la tradizione rappresenta una castellana che ebbe l’ardire di tradire la città in un lontano passato, forse nella guerra tra milanesi e comaschi del XII secolo.

Il 31 gennaio, in occasione della festa si organizza un corteo con costumi storici: il manichino che raffigura la Giubiana, su di un carro trascinato a mano e scortato da armigeri, frati e un boia, viene portato in piazza Garibaldi e messo al rogo.

Red./Wikipedia

 

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