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Processo Eternit: in attesa di giustizia

11 dicembre 2009 – 08:41Nessun Commento

Eternit Siracusa

Sono 3 mila le parti lese costituitesi parte civile nel processo Eternit apertosi ieri a Torino. I due principlai imputati, l’industriale svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier non si sono comunque presentati alla sbarra.

E’ cominciata a Torino la prima udienza del maxiprocesso Eternit. I due imputati, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier, non sono presenti e sono stati dichiarati contumaci. Il presidente Giuseppe Casalbore è poi passato ad affrontare le questioni tecniche legate ai responsabili civili: la prima di esse ad essere interpellata è la Presidenza del Consiglio (citata da una signora di Casale Monferrato), i cui avvocati si sono costituiti per chiedere di essere esclusi. L’udienza si svolge nella maxiaula 1, che è stipata di avvocati e giornalisti delle televisioni.

Nella maxiaula 5 si stanno radunando le persone che intendono costituirsi parte civile. In aula magna, collegata in videoconferenza, ci sono invece le parti civili (oltre 700) già costituite all’udienza preliminare. Le parti lese elencate nel capo d’accusa sono quasi 2.900. “Il processo sarà giusto – ha detto il pubblico ministero Raffaele Guariniello alle tivù prima dell’apertura dei lavori – e i suoi tempi saranno quelli giusti per dare giustizia sia alle vittime che agli imputati”.

Davanti al tribunale si e’ radunata una folla di almeno un centinaio le persone, provenienti dall’Italia e dall’estero. All’udienza sono attese duemila persone. Una decina di pullman sono arrivati al Palagiustizia con i parenti delle vittime dell’amianto e le parti civili,. Tanti gli striscioni esposti, tra i quali quelli delle associazioni vittime dell’amianto di Italia, Svizzera e Francia.

“Signor Stephan Schmidheiny: la attendiamo anche in Svizzera”, è lo striscione dell’associazione svizzera delle vittime dell’amianto, appeso alla cancellata del tribunale e circondato dai nomi di alcune delle vittime Eternit. Di fronte al tribunale si sono inoltre radunati i partecipanti al corteo organizzato dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, in concomitanza con l’apertura del processo e a pochi giorni dal secondo anniversario del rogo della Thyssenkrupp.

Vi aderiscono, oltre ai sindacati e alle associazioni dei lavoratori, anche i giovani dei centri sociali. Presenti numerosi rappresentanti dei lavoratori delle vittime della Eternit di Svizzera, Francia e Belgio. “Un solo essere umano – si legge sullo striscione dei minatori francesi – ha più valore che tutto l’amianto e il profitto del mondo”. Ansa/Redazione

 

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