Eternit: Torino via al maxi processo
Saranno probabilmente 6 mila le parti civili, fra privati e associazioni, che domani presso il Tribunale di Torino, all’ apertura del dibattimento, si costituiranno parte civile contro la multinazionale svizzera Eternit e al suo ultimo proprietario, lo svizzero Stephan Schmidheiny.
Le micidiali fibre di amianto che si lavoravano nella fabbrica di Casale Monferrato e negli altri stabilimenti italiani (Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera di Reggio Emilia) hanno già causato oltre duemila morti. Le parti lese sono al momento 2.889, ma potrebbero – considerando tutti gli eredi delle vittime – arrivare fino a 5.700. L’accusa è sostenuta dal procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, e dai pm Sara Panelli e Gianfranco Colace, che hanno raccolto gli atti in oltre 200 mila pagine.
Gli imputati sono gli ultimi proprietari dell’Eternit: il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 88 anni. Sono accusati di disastro doloso e omissioni dolose di cautele antinfortunistiche. Non saranno all’udienza. Al Palagiustizia di Torino sono attese quasi 2.000 persone: malati, parenti di vittime, sindacalisti, attivisti di associazioni ambientaliste in arrivo dall’Italia e da altri paesi europei dove l’Eternit aveva fabbriche.
All’ingresso della cittadella giudiziaria saranno piazzati banchetti per registrare le firme delle parti civili, tra cui si sono già iscritte la Cgil, la Regione Piemonte, enti locali, associazioni. Da Casale partiranno sette pullman di familiari e un ottavo con alcuni sindaci – finora hanno aderito in 6 – assessori e consiglieri comunali, un altro partità dall’Emilia, un altro ancora da Bagnoli.
Per accogliere tutte le persone ammesse all’udienza preliminare, che non è aperta al pubblico, sono state dedicate al processo le tre aule più grandi del Palagiustizia ‘Bruno Caccia’ di Torino, compresa quella da 1.200 posti usata per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Per regolare il flusso delle persone sono stati realizzati percorsi guidati, controlli informatizzati, un presidio medico. Oltre al personale degli uffici giudiziari, saranno impegnati i volontari della Protezione Civile. I controlli sull’identità delle persone verranno effettuati dal personale del Palazzo di Giustizia attrezzati con nuovi computer forniti dal Comune.
Nell’udienza di domani si farà l’appello delle parti lese procedendo a un appello dalla A alla L, mercoledì toccherà a quelle della M alla Z. Il 16 aprile la terza udienza, quando si darà la parola all’accusa e alla difesa. Fuori dal Tribunale, ci sarà un presidio dove parleranno familiari delle vittime, malati, sindacalisti e ambientalisti. In prima fila ci sarà la presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Romana Blasotti Pavesi. Ha 80 anni e la sua è stata una vita di lutti causati dall’amianto che le ha portato via, uno dopo l’altro, il marito, la sorella, un nipote, un cugino e, infine, la figlia.
Red.
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