Caso Ruby: Berlusconi potrebbe chiedere asilo alla Svizzera
Se a causa di Ruby le cose dovessero mettersi male, Silvio Berlusconi potrebbe appellarsi alla tradizione umanitaria della Svizzera e chiedere asilo alla vicina Confederazione. Anche se le accuse dovessero dimostrarsi fondate, in Svizzera sarebbe al sicuro da sanzioni penali.
In Svizzera, infatti, a partire da 16 anni una giovane viene considerata matura sessualmente, ed è libera anche di prostituirsi. La legge elvetica, diversamente dalla maggior parte dei paesi europei, non impone il compimento dei 18 anni per l’esercizio della prostituzione. Berlusconi sarebbe al sicuro anche da una eventuale estradizione, visto che Berna non concede assistenza giudiziaria per atti non punibili dal proprio codice penale.
La peculiarità della legislazione elvetica ha suscitato negli ultimi anni le critiche di molti politici e anche di diverse organizzazioni internazionali. Il governo federale ha proposto di sottoscrivere la convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali. Una misura che deve però ancora passare al vaglio del Parlamento e impone alcuni cambiamenti del Codice penale. Un cammino, dunque che rischia di essere ancora lungo.
Vicino a Zurigo esiste perfino un club che pubblicizza, con tanto di foto sul proprio sito, le “baby prostitute”. I clienti, sui forum, si scatenano in sperticate lodi per le fresche “lolite”, timide, acerbe ma molto esperte. Un club di Wetzikon, il Massage, ha fatto della prostituzione minorile il proprio “brand” e soprattutto la propria fonte di guadagno. “Kim, una dolce ragazzina svizzera dal seno turgido e dai lunghi capelli biondi”, così il sito del locale reclamizza il suo “miglior pezzo” disponibile. Kim avrebbe solo 16 anni e per lei i clienti stravedono.
Non è dato sapere se Kim sia effettivamente una sedicenne. D’altra parte si sa che chi fa questo mestiere cerca di mentire sulla propria età, ne va del mercato. Non esistono statistiche precise su quanti siano le persone minorenni a prostituirsi in Svizzera. Le istituzioni di controllo parlano di qualche decina. Tuttavia, è sempre più frequente, soprattutto nei grandi centri, il fenomeno delle “lolite” occasionali. Si tratta in genere di studentesse che per pagarsi le vacanze o i vestiti firmati, accettano di vendere il loro corpo.
Il presidente del Consiglio italiano avrebbe dunque potuto pensarci prima. Invece di organizzare le proprie serate ad Arcore, avrebbe potuto affittarsi una villa subito dopo il confine di Chiasso e si sarebbe risparmiato tutti gli attuali fastidi. D’altra parte, sempre secondo l’accusa, uno dei suoi procacciatori di ragazze sarebbe stato Lele Mora che guarda caso, da qualche anno, abita proprio nel Canton Ticino.
Mario Besani
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