Terrore alla Malpensa: la testimonianza
Momenti di terrore stamane all’aeroporto internazionale di Malpensa. Poco dopo le 11, un uomo alla guida di un Suv ha sfondato la vetrata del check-in del Terminal 1, ed è uscito dall’auto brandendo un coltello. Ferito da un colpo sparato da un agente, l’uomo, un tunisino risiedente in Italia, è stato arrestato. Nell’auto c’era la sua famiglia. Sembra che si tratti di un atto di follia. Fra i passeggeri in attesa di imbarcarsi c’era anche la giornalista Alessandra Bonzi, che ci ha inviato questa testimonianza.
Ore 11:40, arrivo all’entrata di Malpensa.
C’è qualcosa che non va, pero’: la sopraelevata che porta agli arrivi è bloccata da due macchine della polizia. L’autista mi lascia al piano degli arrivi (il piano 0) e, di corsa mi precipito al secondo piano per sbrigare le pratiche del check in. Strano, l’aeroporto è particolarmente affollato per essere un lunedì qualunque. Mi avvicino alle scale mobili e vedo decine di persone che, come me sono in piedi e si guardano in giro. Le scale e gli ascensori per il secondo piano sono bloccate dal personale dell’aeroporto: “Non si puo’ salire, il secondo piano è chiuso, le compagnie sono già state avvertite, dovrete aspettare un annuncio ufficiale per capire cosa è successo e capire come e se potrete imbarcarvi”.
L’annuncio “non ufficiale” non tarda ad arrivare: mi avvicina un uomo del personale aeroportuale e mi racconta che poco tempo prima, intorno alle 11:00, un uomo ha sfondato il vetro dell’entrata 14 con la sua automobile. “L’uomo urlava parole in arabo - mi racconterà più tardi un ragazzo di Lugano in colonna al check in della Singapore Airline – ho solo sentito delle urla ed uno sparo, poi ho visto persone che scappavano prese dal panico”.
Non mi ci vuole molto per farmi raccontare dal personale della sicurezza cosa è successo: le voci corrono, quelle ufficiali si mescolano ai pettegolezzi. C’è chi dice fosse un uomo arabo, chi già parla di un attentato. Noi viaggiatori rimaniamo li, ad ascoltare le voci, a chiedere e cercare spiegazioni, ad aspettare, con pazienza: si avverte un po’ di tensione e tanto disappunto poiché chi deve partire non sa nulla del proprio volo.
“Era un tunisino, in preda ad un attacco di gelosia, – mi racconterà di li a poco una signora della sicurezza. “Dopo aver sfondato la porta a vetri, l’uomo è entrato urlando parole in arabo ed ha cercato di colpire un agente di polizia con un coltello. Un collega poliziotto ha prontamente reagito ed ha sparato un colpo di pistola al piede dell’uomo. Sembra che il movente fosse la gelosia.” Bocche cucite da parte della polizia, la rabbia dei passeggeri aumenta e c’è chi si consola mangiando un panino.
Verso le 13:00, l’annuncio ufficiale: il check in riapre.
Ed ecco che la folla, riunita per sicurezza al piano 0, si accalca sulle scale per raggiungere il secondo piano. Salgo anche io e mi ritrovo davanti alla porta 14: l’atmosfera è quella che avverto dal mio arrivo in aeroporto: incredulità, disappunto e curiosità, tanta curiosità. La macchina che ha sfondato l’entrata 14 è il soggetto più fotografato. “Allarme rientrato, mi dice un poliziotto, l’uomo è stato portato in ospedale, la polizia scientifica sta facendo i sopralluoghi necessari.” Ci vorrà un’ora per ripristinare la funzionalità dei check in: alcuni voli partiranno con un’ora o più di ritardo, altri sono rimandati a domani.
E a noi rimane l’incredulità di un dramma avvenuto sopra le nostre teste, che ha lasciato i più indifferenti e arrabbiati per un volo cancellato.
Alessandra Bonzi
Galleria (cliccare):
- La scena dell'incidente (foto Alessandra Bonzi)
- L'entrata sfondata del terminal 1 (foto Alessandra Bonzi)
- Gli attrezzi della scientifica (foto Alessandra Bonzi)
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