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In Lombardia si commemora Sant’Antonio

16 gennaio 2012 – 16:34Nessun Commento
Falò commemorativo (Foto CC, Iceyes)

Falò commemorativo (foto CC, Iceyes)

Il binomio sant’Antonio Abate – Lombardia è davvero sentito ed intenso; difatti in numerose località della regione (tra cui Como e Varese) hanno luogo festeggiamenti in occasione della tradizionale festa in onore del santo protettore degli animali che, secondo l’onomastica cristiana, viene celebrato annualmente il 17 gennaio.

Sebbene la regione lombarda sia molto legata a sant’Antonio, va specificato che la ricorrenza non è soltanto una sua esclusiva, dato che è diffusa piuttosto capillarmente in tutt’Italia: di grande importanza, ad esempio, sono i festeggiamenti che si svolgono a Monterotondo, alle porte di Roma, come pure quelli che si tengono a Modena e a Napoli, mentre può forse sorprendere che il canton Ticino resti sostanzialmente estraneo all’anniversario antoniano.

L’usanza risale a tempi antichissimi ed è legata a certi episodi della vita del nostro tramandati da svariate leggende popolari, le quali narrano come sant’Antonio, accompagnato dal suo fedele maialino, si recò all’inferno per contendere al diavolo l’anima di alcuni morti: così, mentre il maialino seminava scompiglio fra i demoni, sant’Antonio riuscì a recuperare le anime dei perduti, che guidò fuori dal regno infuocato col suo tipico bastone, acceso a guisa di fiaccola.

Da qui l’iconografia del santo affiancato al maialino e la sua familiarità con fuoco e fiamme, tanto che ancora oggi si dice “curare il fuoco di sant’Antonio” (ciò che, in termini medici, risponde al nome di herpes zoster): e sempre da tale leggenda è derivata, appunto, la tradizione di accendere il 17 gennaio dei falò, simbolicamente connessi a funzioni purificatrici e fecondatrici.

Nel centro cittadino di Varese la Sagra di Sant’Antonio Abate comincia oggi. La festa è caratterizzata da numerose bancarelle che si snodano a partire dal sagrato della chiesa, dove alle 21 verrà acceso il grande falò propiziatorio in onore del Santo. La tradizione vuole anche che il Falò sia anche l’occasione per trovare la propria anima gemella o per esprimere un desiderio e, dopo averlo scritto su un bigliettino, gettarlo tra le fiamme. In questo modo si avvererà.

Red.

 

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