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I Magi della Chiesa di San Antonio a Cadegliano Viconago

6 gennaio 2011 – 08:50Nessun Commento

D’epoca romanica, risalente al secolo X-XI, la chiesetta di Sant’Antonio Abate di Cadegliano Viconago è senz’altro una delle meraviglie da scoprire e ancora da valorizzare della zona a ridosso del confine.

Già annoverata tra i monumenti nazionali e tutelata dalla Sovraintendenza ai  Beni Culturali, la chiesa gode negli ultimi 15 anni dell’interesse dell’”Associazione per il recupero e la tutela della chiesa di S. Antonio”. Le particolarità dell’edificio sono la sua originale struttura architettonica, che mette in risalto le modifiche apportate nei secoli in relazione ai diversi orientamenti subiti dalla chiesa, e la sorprendente varietà di stili negli affreschi che documentano le diverse influenze pittoriche succedutesi nei 6 secoli della sua storia.

Sicuramente gli affreschi più pregevoli sono quelli di Scuola Luinesca del pittore Bartolomeo da Ponte Tresa, che nel 1531 dipingeva la cappella Sud con figure di Santi e una straordinaria Adorazione dei Magi.

Pietro Bonzi, legnanese doc, assieme alla sua famiglia ha scelto Cadegliano Viconago (che gode di una vista impagabile sul Luganese) come abitazione di vacanza e riposo. Un punto di partenza ideale per andare alla scoperta delle bellezze dell’Insubria. Il destino degli affreschi della chiesetta di S. Antonio gli sta particolarmente a cuore, e così è diventato membro dell’’”Associazione per il recupero e la tutela della chiesa di S.Antonio”. Gli abbiamo posto qualche domanda.

Da chi è nata l’iniziativa del restauro dei dipinti e della chiesa?
Proprio dalle iniziative della nostra associazione, che con feste, tombole, pesche di beneficenza, lotterie e mostre ha contribuito in maniera importante ai restauri, con l’aiuto anche del Comune e della Comunità Montana della Valmarchirolo.

Quali sono le scoperte più importanti avvenute durante la fase di risanamento e restauro?
L’ultimo anno di interventi dei restauratori ha permesso la scoperta, sulla parete nord all’interno della chiesa, di una sorprendente Trinità di pregevole fattura e con la peculiarità, rara nel Nord Italia, di rappresentare con la stessa immagine le tre figure della Trinità. Solo questo dipinto merita una visita a questo monumento.

Cosa ha significato per lei questo restauro?
Non solo per me, ma per tutti quelli che vogliono bene a questo monumento, il restauro ha significato l’orgoglio di aver contribuito a scoprire un capolavoro che la calce che ricopriva il dipinto aveva tenuto nascosto per secoli.

Recentemente avete fatto richiesta al Fondo Ambiente Italiano (Fai) di inserire la chiesetta nei beni da tutelare. Come funziona la procedura?
In realtà abbiamo fatto il primo passo richiedendo al Fai di inserire questo monumento tra quelli visitabili durante la Giornata di Primavera che si svolgerà quest’anno nella prima domenica di aprile, e durante la quale potranno essere visitati in tutta Italia 500 monumenti solitamente chiusi al pubblico o difficilmente accessibili. La richiesta è stata accettata; una occasione straordinaria per far scoprire anche il paese e il suo territorio. Voglio ricordare che nel comune di Cadegliano sono visibili una serie di ville storiche dell’inizio del secolo scorso di particolare pregio architettonico e storico; in una di queste ville è nato il cittadino più illustre del Comune: il compositore di fama mondiale Gian Carlo Menotti, fondatore del “Festival dei due Mondi” di Spoleto.

Vito Robbiani

 

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