Svizzera-Italia: un “bilaterale” ricco di opportunità
Di aspetti relativi all’applicazione degli accordi fra i due paesi si è parlato negli scorsi giorni in un incontro al Lariofiere di Erba. Approfondite anche le molte possibilità di sviluppo per le imprese minori che presenta l’intesa fra Svizzera e Italia.
Chiarire le più recenti problematiche sull’applicazione degli accordi bilaterali fra i due paesi. Questo lo scopo dell’incontro “Le relazioni commerciali con la Svizzera” svoltosi nei giorni scorsi al Lariofiere di Erba, organizzato dalle Camere di Commercio di Como e Lecco in collaborazione con Unioncamere Lombardia. Ma anche evidenziare le opportunità economiche che si presentano alle realtà minori locali dall’intesa stessa, in grado di aprire un favorevole mercato di sbocco alle loro attività.
Temi molto sentiti a giudicare dalla partecipazione di circa 170 pmi del territorio lariano, impegnate a chiarire con gli esperti in aula gli aspetti pratici relativi ad adempimenti fiscali per operare in Svizzera, nonché esplicare le pratiche doganali per trasportare beni per la vendita e attrezzature per eseguire lavori.
Da qui il tenore delle relazioni, fra cui quella di Marinella Cappelletti e Ombretta Triulzi dell’ente camerale comasco, soffermatasi sugli elementi di maggior novità relativi alle prestazioni transfrontaliere di servizio, interessate dall’obbligo delle aziende che distaccano lavoratori in Svizzera di depositare una cauzione, con l’obiettivo di combattere il dumpig salariale, nonché dalle attività di controllo delle autorità elvetiche per contrastare il lavoro indipendente fittizio.
Il tutto sottolineando, come si è evinto dalla presentazione di Fabrizio Macri, segretario generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, che la “Tigre delle Alpi” si caratterizza per “una piccola economia e un ricca domanda”, rappresentando il “quarto importatore al mondo di made in Italy nel 2011”. E quindi come vi siano ampi spazi di sviluppo per settori come l’elettromeccanica, l’arredamento e il tessile-abbigliamento.
Pierangelo Piantanida
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