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Bellinzona: i culti dell’Antica Roma

7 settembre 2012 – 11:13Nessun Commento

Castelgrande (foto cc H005)

Quali culti praticavano gli antichi romani 2000 anni fa all’interno delle loro case? A quali divinità erano rivolte le loro preghiere e destinate le loro offerte? La risposta a questi quesiti si trova nel Castelgrande di Bellinzona, che ospita la mostra “Mercurio e Co, culti e religione nella casa romana”.

L’esposizione accompagna il visitatore in un percorso che lo conduce all’interno di una casa romana, dove illustrazioni e quadri d’ambiente faranno vivere al pubblico l’esperienza di trovarsi partecipi dei gesti e dei rituali privati romani, osservando come queste pratiche scandivano ogni fase della vita quotidiana nell’antichità.

Le case romane disponevano di altari domestici (chiamati larari) – spesso a forma di piccolo tempio, a volte costituiti solo da nicchie praticate nelle pareti – dove erano ospitate le divinità protettrici della casa (i Lari) e altre statuette in bronzo e in terracotta raffiguranti le divinità. Attorno a questi altari si riuniva l’intera famiglia per celebrare i culti privati e compiere offerte votive alle divinità.

La mostra realizzata dal Museum für Urgeschichte(n) di Zugo è arricchita nella sede di Castelgrande con rinvenimenti provenienti da scavi del Cantone Ticino. La parte dedicata ai ritrovamenti ticinesi presenta alcune statuette di terracotta rinvenute per la maggior parte all’interno di sepolture nell’area del Locarnese.

Nella sezione dedicata al Cantone Ticino, viene pure ricostruito l’eccezionale ritrovamento – al momento un unicum per la regione – del tempietto di Bioggio: una struttura per il culto di modeste dimensioni caratterizzata da una facciata prostila composta di due colonne a fusto liscio sormontate da capitelli corinzi in marmo bianco originario dell’Asia Minore.

Un piccolo altare, ritrovato insieme agli elementi del tempietto, costituisce il solo oggetto votivo che può fornire indicazioni inerenti il culto praticato in quest’area sacra. L’iscrizione dedicatoria porta il nome della divinità a cui è probabilmente dedicato l’intero complesso: Giove Ottimo Massimo Nen(nico?), epiteto riferito a una divinità indigena verosimilmente a lui associata, come ex voto per un vaticinio favorevole.

L’urna citata nell’iscrizione sembra infatti contenesse delle tessere iscritte (sortes), forse indice della pratica di un culto oracolare a cui l’offerente si era affidato. Rispetto ai numerosi ritrovamenti archeologici di epoca romana – per lo più a carattere funerario – pochi sono i rinvenimenti riferibili alla religione e ai culti nel nostro territorio.

La divinità alla quale ci si rivolge maggiormente sembra essere Giove, spesso indicato con il suo epiteto di Ottimo Massimo (“il più grande”), seguito da Mercurio, a riprova della grande diffusione del suo culto in tutta la Cisalpina.

L’esposizione Mercurio & Co. Culti e religione nella casa romana rappresenta quindi un’occasione unica per scoprire temi e oggetti legati al nostro passato altrimenti poco conosciuti. La mostra è accompagnata da eventi e attività collaterali, come conferenze, visite guidate, laboratori e programmi didattici per le scuole promossi dall’Associazione Archeologica Ticinese e dal Centro Didattico Cantonale.

Red./Com.

 

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