Chiasso: presto aprirà un postribolo legale
A uno a uno erano stati chiusi tutti o quasi. Tanto che oggi sono soltanto quattro i bordelli legali in Canton Ticino: l’Oceano a Pambio Noranco (Lugano), il Motel a Castione, il Lumino’s a Lumino e i Calipso 2 a Ponte Cremenaga. Presto se ne riaprirà uno anche a Chiasso, location strategica per la clientela italiana del sesso a pagamento, il Sixtynine Cafè.
E’ infatti arrivato il via libera da parte del Dipartimento del territorio del Cantone per il primo bordello legale e riconosciuto della cittadina al confine con Como. Si tratta di una vecchia conoscenza dei frontalieri del sesso, vale a dire il Sixtynine Cafè, con l’annesso Glamour Club, situati all’angolo tra via Porta e via Odescalchi. I proprietari dello stabile hanno pressoché concluso l’iter amministrativo di regolarizzazione, inoltrando a Bellinzona una richiesta di cambio di destinazione (da bar a locale con annessa attività luci rosse). Una svolta necessaria visto che la futura legge ticinese imporrà ai gerenti chiarezza sull’attività svolta all’interno. A parte la denominazione del locale, all’interno cambierà poco o nulla, a parte la realizzazione di una camera accessibile per i clienti disabili. Adesso bisognerà attendere il parere del Comune di Chiasso, quasi certamente favorevole, anche perché la chiusura di una decina di bordelli non autorizzati in quell’area del Cantone ha portato le prostitute in strada, nei parcheggi e in alcuni palazzi di zone residenziali della cittadina.
Visti i precedenti del Sixtynine e del Glamour, ora è probabile che scatterà una graduale richiesta di regolarizzazione da parte dei gerenti dei locali chiusi in questi mesi, anche perché chi non si adegua chiedendo l’autorizzazione rimarrà chiuso. Restando a Chiasso, un analogo procedimento è in corso per un altro locale storico, il Pompei Sauna Club di via Brogeda. Per la gioia dei frontalieri del sesso, in crisi di astinenza da tempo: i blitz effettuati la scorsa primavera nei locali dalla squadra speciale ticinese di Polizia, il settore Teseu, hanno preoccupato non poco gli italiani che giungevano dalla provincia di Varese, Como, Milano e persino da Bergamo e Brescia per scoprire i “piaceri” del Ticino. D’ora in poi ci sarà un ulteriore salto di qualità: prostituzione legalizzata, donne e locali in regola con le autorità cantonali, comunali e fiscali. Anche se questi aspetti, ai clienti, interessano poco.
A Ginevra, intanto, si è costituito e legalizzato il primo sindacato delle prostitute, a dimostrazione che il riconoscimento della professione è ormai stato accettato anche dall’opinione pubblica elvetica.
Nicola Antonello
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