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Ponte Chiasso: sequestrati 33mila souvenir “made in Cina”

19 ottobre 2013 – 11:44Nessun Commento

(Foto GdF)

Ben 33 mila souvenir di provenienza cinese sono stati sequestrati negli scorsi giorni alla dogana di Chiasso. Caricati su un camion proveniente dall’Olanda e diretto a Napoli i gadget che riproducono i principali monumenti italiani erano destinati alle bancarelle per turisti.

E` per salvaguardare il marchio “made in Italy” e lottare contro la contraffazione che, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso in collaborazione con i funzionari doganali, effettuano regolarmente controlli ai valichi. Lunedì scorso è, così, stato intercettato un carico di oltre 33′000 articoli da souvenir di fattura cinese, che stavano per essere introdotti in Italia nazionale e immessi in libera vendita nelle bancarelle delle principali citta d’arte del nostro paese. Il sequestro è stato immediato.

IL controllo è scattato a seguito di una segnalazione proveniente dal C.C.P.D (Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso) che evidenziava il transito di un camion sospetto proveniente dall’Olanda e diretto a Napoli. I sospetti sono nati anche a causa di un’evidente approssimazione nella redazione dei documenti sia doganali sia commerciali. In particolare non era identificabile il reale destinatario del carico. Nell’automezzo le forze dell’ordine hanno trovato merce di vario genere e, tra gli articoli da bazar correttamente dichiarati, le Fiamme Gialle nel fondo del camion hanno individuato quaranta cartoni contenenti portachiavi, apribottiglie, piattini decorativi per un totale di 33′000 pezzi.

Gadgets che riproducono oltre al tricolore italiano, monumenti nazionali quali il Colosseo, la fontana di Trevi, la torre di Pisa nonché le scritte “Italia”, “Vaticano”, “Pisa”, “Roma”.

I successivi sviluppi investigativi hanno consentito di individuare il destinatario della merce, un imprenditore dell’hinterland napoletano e di sottoporre l’ingente carico sotto sequestro per la violazione dell’art. 4. comma 49 della legge n.350/03. I souvenir, se non sequestrati, sarebbero stati immessi in libera vendita traendo in inganno il consumatore circa l’esatta origine geografica del prodotto

Com./Red.

 

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