Home » Economia

Call Center: possibile l’introduzione di salari minimi

13 giugno 2012 – 15:58Nessun Commento

Call centre (foto cc vlima)

Non c’è nulla da fare contro i salari in euro, afferma il governo ticinese in risposta all’interpellanza del parlamentare del Partito popolare democratico Lorenzo Bassi in merito al livello di certi salari pagati nel settore terziario nel Mendrisiotto. In franchi svizzeri i salari devono però evitare il dumping salariale. In caso contrario sono possibili provvedimenti.

L’atto parlamentare punta il dito in particolare contro certe ditte di call center e di intermediazione nel campo assicurativo e turistico e che a Chiasso sembrano avere trovato un humus particolarmente ideale. In queste aziende – afferma Lorenzo Bassi – vigono salari molto bassi, tanto da essere sovente inferiori alle retribuzioni già modeste che l’autorità cantonale ha fissato per i call center allo scopo di impedire un inquietante degrado retributivo. Dalle indicazioni ottenute dall’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese (OCST), le pressioni sui livelli salariali assumono forme diverse. Spesso sono pagati in euro a un tasso di cambio sfavorevole al dipendente.

Il Consiglio di Stato, risponde Bellinzona, non dispone dell’autorità di vietare la pratica dei salari in euro, avvallata dal Governo federale. Può solo vigilare affinché “l’eventuale salario in euro rispetti l’importo minimo in franchi previsto dai contratti”. Nel 2011 dai controlli effettuati dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro su mandato della Commissione tripartita cantonale, sono emersi 11 casi di abusi (su 47 totali), quindi il 17%, in cui il salario pagato era inferiore di più del 10% rispetto al minimo di riferimento, fissato a 3.160 franchi. Il riferimento era il CCL non vincolante del settore. Parallelamente ai controlli in corso sulle nuove assunzioni di personale amministrativo, si sta valutando l’estensione di questi controlli al settore bancario, vista l’importanza di volume di impiegati e la presenza di molte figure amministrative, anche in questo caso indagando in particolare l’eventuale sostituzione di manodopera locale con lavoratori frontalieri”.

Se dovessero emergere quote rilevanti di salari al di sotto del minimo di riferimento nel campo dell’amministrativo – afferma il Consiglio di Stato – si potrebbe decidere l’introduzione di un CNL con dei salari minimi vincolanti per il settore degli impiegati di commercio.

Red./Comunicato

 

Articoli correlati:

  1. Ticino: scontro sui salari minimi
  2. Chiasso: operatori call centers sottopagati
  3. Salari in euro? Sì, ma al cambio del giorno
  4. Frontalieri: in Ticino spesso salari inferiori a quelli usuali
  5. Protesta alla Plastex SA contro i salari in euro
  6. Rispetto dei salari minimi : giro di vite del Governo svizzero
  7. Minimi salariali svizzeri non rispettati dal 38% delle aziende
  8. Ticino: nessuna pressione al ribasso dei salari
  9. Ticino: iniziativa per salari minimi
  10. Salari svizzeri online

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.

  • 5 sensi varese