Festival internazionale di narrazione
gio 30 agosto 2012 - dom 2 settembre 2012
Nucleo
Arzo (TI)
Ad aprire questa tredicesima edizione Il Paese dei Diari, uno spettacolo di Mario Perrotta: “Io mi guardo intorno e vedo stanze e corridoi riempiti da chili di ricordi, raccolti in milioni di pagine, assemblate in migliaia di diari, lettere e memorie, un festival del ricordo insomma, un inno perenne alla memoria”. Lo spettacolo di Perrotta racconta l’esperienza straordinaria dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, ma attraverso questo racconto restituisce il medesimo desiderio di “non smemorarsi degli altri e di sé” che alimenta il lavoro di tanti attori narratori e che anima il progetto del Festival di Arzo fin dalla sua nascita: la medesima consapevolezza che ogni storia comune è storia straordinaria, bene prezioso che merita di essere conservato.
Anzi riacquistato come provocatoriamente ci suggerisce Vite all’incanto, lo spettacolo di Roberto Capaldo, con le sculture di Antonio Catalano, che andrà in scena il sabato sera nella piazza. Due banditori di vendite all’incanto, specializzati sul tema “grandi tragedie”, battono all’asta le vite di alcuni protagonisti volontari e non dell’Olocausto. La piazza si fa mercato di storie, il teatro torna a essere veicolo di testimonianze dirette, biografie e immagini di una memoria che vuole e deve divenire collettiva.
Microstorie che restituiscono la reale dimensione della grande tragedia come nel racconto Falluja, scritto da Francesco Niccolini e interpretato da Margherita Coldesina, che nel ripercorrere la terribile notte di una donna irachena e del marine americano che le ha appena ucciso il figlio, disegna tutta l’assurda atrocità di ogni guerra. Ma anche storie di chi con coraggio e civiltà ha saputo accogliere la sofferenza altrui, come ci ricorda l’oratorio dello stesso Niccolini dal titolo Non abbiate paura. Grand Hotel Albania narrato da Luigi D’Elia. Nel marzo del 1991, oltre ventimila profughi albanesi sbarcarono al porto di Brindisi, in un esodo di massa definito da molti “biblico”. I brindisini reagirono con grande umanità offrendo loro riparo ed accoglienza. Celebrare questo incontro significa ricordare che quello che accadde può ancora accadere.
www.festivaldinarrazione.ch



