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8 marzo: festa non per tutte le donne

8 marzo 2012 – 11:12Nessun Commento

(www.fao.org)

Le donne che lavorano la terra svolgono un ruolo cruciale nell’economia mondiale. In alcune regioni del mondo rappresentano, infatti, i due terzi della manodopera agricola. Ciononostante le disparità tra uomini e donne sono ancora tragicamente evidenti nei paesi del Terzo Mondo. E` quanto emerge da una tavola rotonda in corso all’ONU in occasione della giornata mondiale della donna.

In un rapporto estremamente dettagliato, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione (FAO) traccia un ritratto allarmante delle condizioni di vita delle donne contadine nel terzo Mondo. Le donne che vivono nelle zone rurali rappresentano circa il 43% degli agricoltori mondiali. In Asia del sud costituiscono, addirittura, il 70% delle persone attive nel settore, contro il 60% dell’Africa sub-sahariana.

Donne che, però, non hanno accesso alle stesse fonti produttive degli uomini. La FAO ritiene che se, invece, ciò avvenisse la fame nel mondo potrebbe essere ridotta del 12-17%, ciò che sfamerebbe circa 100-150 milioni di persone.

Nonostante siano le principali lavoratrici della terra le donne ne sono solo raramente le proprietarie. Meno del 20% dei proprietari terrieri mondiali sarebbero donne (5% in Africa del nord e 15% nell’Africa sub-sahariana).

La loro leadership è, per altro, limitata ulteriormente dal fatto di non essere praticamente mai rappresentate nei consigli rurali delle loro regioni. Il Bangladesh e la Cambogia registrano in questo settore solo lo 0,2 e lo 0,7% di presenza femminile. Il loro potere decisionale è quindi praticamente nullo.

Il lavoro principale svolto dalle donne nel Terzo Mondo, secondo quanto riferisce il rapporto ONU, consiste nella raccolta ed il trasporto (a piedi e per lunghissimi tragitti) di acqua e carburante. Nella Sierra Leone le donne trascorrono in media 7,3 ore al giorno svolgendo questo compito, mentre sono solo 4,5 le ore che gli uomini consacrano allo stesso lavoro. Cifre ancora più allarmanti provengono dal Malawi : 9,1 ore per le donne, 1,1 ora per gli uomini. Ciò, evidentemente, impedisce alle donne l’accesso a lavori più qualificanti e meno faticosi. Ma oltre ad essere relegate agli scalini più bassi della condizione lavorativa, le donne hanno una giornata di lavoro assai più lunga di quelle degli uomini: in Benin e Tanzania sono occupate 17,4 ore al giorno, alle quali se ne aggiungono ulteriori 2 consacrate ai lavori domestici.

Inoltre queste donne occupano prevalentemente impieghi stagionali, a tempo parziale e comunque pagate in modo ineguale rispetto agli uomini. Queste differenze salariali e occupazionali secondo l’ONU si ripercuotono sul miglioramento delle condizioni nutrizionali della popolazione e sull’educazione dei bambini.

Forse molti dei problemi del Terzo Mondo provengono proprio da questo. Non per nulla le donne costituiscono ancora più dei due terzi degli analfabeti mondiali. Le bimbe nate nelle zone rurali sono le ultime ad accedere alla scolarizzazione (39% di bimbe contro il 45% dei maschietti) e molto dopo quanto avviene per i bambini nati negli agglomerati (60% in media di scolarizzazione). L’accesso all’educazione permette loro di evitare numerose ingiustizie: ogni anno supplementare trascorso sui banchi di scuole aumenta il loro futuro salario del 10-20% e diminuisce i rischi di esposizione a violenze domestiche. Tra l’altro, le donne vittime di violenze domestiche chiedono aiuto molto raramente. La loro salute è generalmente più in pericolo di quella delle donne che risiedono nei centri urbani.

Infine, le donne senza formazione che vivono nelle aree rurali comprendono meno bene i meccanismi di trasmissione dell’Aids (20% contro il 50% delle « cittadine)

Come intervenire per arginare tutti questi problemi? Difficile a dirsi anche per ONU e FAO. Attualmente solo il 3% dei 7,5 miliardi di dollari versati dalla comunità internazionale per lo sviluppo delle zone rurali sono destinati a programmi focalizzati sull’uguaglianza tra uomo e donna.

Red.

 

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  • 5 sensi varese

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