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Svizzera: l’uscita dal nucleare è più che un’ipotesi

17 aprile 2011 – 20:06Nessun Commento

La centrale nucleare di Mühleberg in Svizzera

Abbandonare, entro il 2050, il nucleare e contemporaneamente liberare le risorse sufficienti (1 miliardo di franchi) per sviluppare le energie rinnovabili sostitutive. Questo il progetto di un consistente gruppo trasversale di politici elvetici che dopo Fukushima vuole liberarsi al più presto delle centrali nucleari ritenute ormai troppo pericolose.

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Si chiama “alleanza di quelli che fanno”. Detta così sembra uno degli slogan usati e abusati dal premier italiano Silvio Berlusconi. In questo caso si tratta invece di un gruppo trasversale di politici provenienti da tutti i partiti elvetici che hanno come obiettivo quello di imporre l’abbandono del nucleare entro il 2050. Ma come?

Finanziare “le rinnovabili”

Il gruppo, guidato dal deputato liberale radicale, Otto Ineichen, ha messo al primo punto del proprio programma la costituzione di un fondo di un miliardo di franchi che dovrebbe servire per garantire la riconversione energetica. Il finanziamento sarebbe coperto in parti uguali dalla Confederazione e dalle società elettriche, (fra le quali anche quelle che controllano le centrali nucleari). Oltre al fondo – che servirebbe a favorire l’elettricità “verde” e a sviluppare progetti volti a promuovere l’efficienza energetica – il programma prevede anche standard minimi per le costruzioni, una tassa incitativa e una riforma fiscale ecologica. La proposta, che sembra concreta e che trova una grande convergenza fra i diversi partiti, avrà come primo banco di prova la sessione straordinaria sull’energia atomica, in programma il giugno prossimo al Parlamento federale.

Insomma, siamo ancora nel campo delle ipotesi e il cammino appare certamente lungo e difficile. Comunque, tutti i membri dell’alleanza, pur essendo di estrazione politica diversa, sono degli specialisti nel ramo energetico. Chissà che allora non si riesca, effettivamente, a trovare degli accordi oltre gli schieramenti e soprattutto oltre gli interessi della lobby nucleare che anche in Svizzera è molto potente.

Mario Besani

In Svizzera, sono operative 5 centrali nucleari. 2 dovrebbero essere presto sostituite ma a seguito dell’ incidente di Fukushima, il governo federale ha deciso di sospendere qualsiasi nuova autorizzazione in attesa di capire se è ancora ragionevole proseguire con l’atomo.

 

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