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Nucleare: timori in Svizzera

14 marzo 2011 – 00:02Nessun Commento

Rischio sismico in Svizzera (SED)

L’emergenza nucleare, che si è scatenata in Giappone a seguito del terribile terremoto di qualche giorno fa, sta mettendo in apprensione molti paesi occidentali.  Fra questi la Confederazione elvetica che dispone, sul proprio territorio, di cinque centrali atomiche e che ne sta pianificando altre tre per sostituire i vecchi impianti ormai giunti a fine carriera.

Fukushima, l’impianto nucleare giapponese, gravemente colpito dal sisma di qualche giorno fa, rilancia anche in Europa il dibattito sulla sicurezza delle centrali atomiche. In Svizzera, sono in funzione cinque impianti, che producono il 40% del fabbisogno energetico del paese. L’atomo è dunque un elemento fondamentale per l’approvvigionamento elvetico. Non per nulla le grandi società elettriche stanno progettando la costruzione di nuovi impianti che dovrebbero presto sostituire tre centrali, costruite negli anni ’70, ormai prossime al pensionamento.

Quanto sta succedendo, in queste ore, nel paese del Sol Levante, ha aumentato improvvisamente le perplessità anche di chi, in Svizzera, ha sempre propugnato lo sviluppo e l’utilizzo del nucleare. Improvvisamente, anche la Confederazione, si sente fragile di fronte a eventi naturali come il terremoto assolutamente non prevedibili né nella tempistica né nell’intensità. Tanto più che il paese non può considerarsi al riparo dai terremoti. La cartina del servizio sismico svizzero (SED) che illustra il rischio sismico evidenzia come, soprattutto il Canton Vallese e tutto l’Altopiano, (proprio la zona dove sorgono le attuali centrali atomiche) sono regioni particolarmente esposte.

Svizzera, paese a rischio

L’incidente nucleare di Fukushima, ripropone dunque prepotentemente il dibattito sulla sicurezza degli impianti svizzeri. “L’incidente mi ha scioccato”, ha affermato all’ATS il ministro regionale del Canton Soletta Rolf Büttiker, membro del consiglio di amministrazione della centrale nucleare di Leibstadt, una delle cinque operative in Svizzera. Büttiker ammette i fautori del nucleare devono cominciare a porsi delle serie domande sulla sicurezza del nucleare. La parlamentare nazionale Corina Eichenberger, presidente del Forum nucleare svizzero, ammette che ora il dibattito sul nucleare si farà molto difficile. Meno pessimista il senatore del Canton Ticino Filippo Lombardi. Secondo Lombardi, espressosi al Telegiornale, ogni attività umana ha i suoi rischi. Prima di arrivare a qualsiasi conclusione” ha detto “bisogna attendere qualche settimana per verificare se effettivamente, in Giappone, ci sono state delle fughe radioattive generate dal terremoto.
Per i Verdi invece non è più tempo di congetture. Gli ecologisti hanno chiesto al governo federale di sospendere l’iter per la costruzione delle tre nuove centrali nucleari in Svizzera destinate a sostituire tre vecchi impianti che saranno presto messi fuori servizio.

Francesco Premoli

 

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