I verdi vogliono una Svizzera senza nucleare
Riuniti in assemblea a Friborgo i verdi svizzeri ripropongono il loro no al nucleare. I delegati, che hanno riconfermato alla presidenza Ueli Leuenberger, hanno lanciato un piano d’azione affinché la Svizzera abbandoni definitivamente l’atomo.
Una sfida non da poco quella lanciata dei verdi elvetici. Infatti, le cinque centrali nucleari esistenti in Svizzera, producono quasi il 40% del fabbisogno energetico del paese. Si tratta di centrali che stanno arrivando al capolinea. Il primo impianto, quello di Beznau I, è stato costruito nel 1969, l’ultimo, quello di Leibstadt, nel 1984. Proprio per questo, le grandi società energetiche svizzere già stanno progettando il futuro. Nel 2008, sono state inoltrate alle autorità federali, le domande di autorizzazione per la costruzione di due nuovi centrali in sostituzione di quelli che andranno presto in pensione. Progetti che dovranno seguire un lungo iter ma che danno la misura di come i grandi produttori non vogliano certo rinunciare a questo tipo di energia che ritengono fondamentale per assicurare l’approvvigionamento del paese e ridurre la dipendenza dall’estero.
La Svizzera, infatti, dopo che per anni è stata grande esportatrice, dal 2005 consuma di più di quanto riesce a produrre. Senza contare che nei paesi vicini il fronte antinucleare si sta indebolendo. La Germania, che nel 2002 aveva deciso di spegnere tutti i suoi diciassette reattori entro il 2027, con l’ascesa al potere del nuovo governo di centrodestra, ha fatto marcia indietro, prolungando di altri venticinque anni l’autorizzazione a produrre energia con il nucleare. L’Italia, dopo che il referendum del 1986 aveva, – di fatto -, congelato qualsiasi iniziativa in tal senso, è decisa a tornare all’atomo. Il governo Berlusconi progetta, infatti, di costruire – al più presto – dieci reattori con tecnologia francese, tedesca e russa.
Malgrado questo contesto internazionale a loro a sfavorevole, i verdi elvetici non demordono. Anzi, i delegati, hanno deciso di utilizzare tutte le armi politiche disponibili per ostacolare la costruzione di nuovi impianti nucleari. Per rimpiazzare l’atomo, sostengono, bisogna puntare maggiormente sulle energie rinnovabili. Una battaglia politica che sembra persa in partenza. Invece, i verdi, sono stati negli ultimi dieci anni, il partito che è cresciuto mediamente più di tutti gli altri. Alle ultime elezioni federali del 2007, hanno sfiorato il 10% dei consensi. Per la prossima tornata elettorale del 2011, potrebbe andare ancora più lontano. E allora, i poteri forti dovranno fare i conti anche con loro.
Mario Besani
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