Home » Cultura e spettacolo

L’arte di Gillo Dorfles a Chiasso

17 settembre 2010 – 15:10Nessun Commento

Ops... era appeso all'incontrario! (foto L. Holländer)

Il m.a.x. ospita il MAC. Traduzione: il centro esposizioni m.a.x museo di Chiasso dedica una mostra al Movimento Arte Concreta, un movimento d’avanguardia nato in Italia nel dopoguerra. All’apertura della mostra era presente uno dei protagonisti più illustri di questo movimento: Gillo Dorfles.

Il Movimento Arte Concreta si è battuto per l’assoluta libertà e indipendenza dell’arte da qualunque ideologia. Gli aderenti miravano al consolidamento dei legami con il mondo della produzione, e quindi erano sempre attenti alle nuove tecniche ed ai nuovi materiali in una città, Milano, in cui era particolarmente sentito il desiderio di ricostruzione e di sviluppo nel dopoguerra. I “concretisti”… concretizzarono questo ideale nel rinnovamento del gusto, fondendo pittura, scultura, design, architettura e grafica. Essi propugnavano una ricerca di purezza formale, un nuovo internazionalismo estetico, un inedito linguaggio espressivo.

Anche Max Huber, artista dal quale prende il nome lo spazio espositivo chiassese, aderì al MAC, che incontrò ampi consensi in Italia, ma ebbe vita breve. Tra gli altri nomi illustri legati agli albori del movimento citiamo Bruno Munari, Atanasio Soldati, Gianni Monet e Gillo Dorfles, che svolse un ruolo centrale quale cardine teoretico. Quando si sciolse il movimento, quest’ultimo iniziò una carriera accademica che lo ha portato ad insegnare presso le università di Milano, Trieste (sua città natale), Cagliari e ad essere “visiting professor” in diverse istituzioni di prestigio fuori dai confini nazionali (a Cleveland, Buenos Aires, Città del Messico, New York).

Gillo Dorfles con la direttrice del m.a.x. Nicoletta Ossanna Cavadini (foto L. Holländer)

L’esposizione allestita al m.a.x. museo di Chiasso propone, per la prima volta, dal 16 settembre al 22 novembre, una rassegna specifica di opere di Dorfles riguardanti il periodo di adesione al MAC: una settantina di lavori (in prevalenza dipinti, ma anche bozzetti, disegni, opere grafiche, un tappeto ed una rara selezione di ceramiche) che trovano spazio nel catalogo, curato da Luigi Sansone e Nicoletta Ossanna Cavadini, pubblicato da Mazzotta.

Era quindi normale che Gillo Dorfles, critico d’arte, pittore, professore di estetica e filosofo, nato il 1910 da padre goriziano e madre genovese, “ricambiasse” la cortesia presenziando all’inaugurazione della mostra. Gli allestitori vogliono che quest’ultima sia una nuova riflessione sull’arte italiana contemporanea. Al protagonista principale – ricordiamo – laureato in medicina, con specializzazione in psichiatria con una tesi che egli definì “dignitosa ma non brillante”, il modo dell’arte deve moltissimo.

Gillo Dorfles (foto L. Holländer)

Gillo Dorfles, infatti, rappresenta una delle personalità più attente, colte e sofisticate del Novecento, sempre focalizzato sugli sviluppi dell’arte e delle estetiche contemporanee. Ne sono testimonianza i suoi saggi e le sue monografie: da “Il divenire delle arti”a “Le oscillazioni del gusto”, da “Kitsch” a “Nuovi riti nuovi miti”, da “L’intervallo perduto” all’ultimissimo “Irritazioni-Un’analisi del costume contemporaneo”, uscito quest’anno, critica corrosiva dell’attuale iperconsumismo.

Accomuna questi lavori lo stile tipico di Dorfles, contraddistinto dalla curiosità e dall’ironia autore di indagini che non tralasciano alcun settore del vivere sociale, dalla pubblicità al disegno industriale, evidenziando con garbo i tic della società.

Marina D’Alò

 

Articoli correlati:

  1. Piranesi a Chiasso: la fine del futuro
  2. I rottami elevati ad arte
  3. Quando il grasso (di Berlusconi) diventa arte
  4. Arte: tatuaggio di Wim Delvoye, su schiena di zurighese

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.