Frontalieri: ci vuole un nuovo accordo
L’accordo fra Italia e Svizzera, relativo al ristorno delle tasse alla fonte dei frontalieri, va rivisto. Un’iniziativa in questo senso, era stata promossa qualche settimana fa dal PPD, il Partito popolare democratico ticinese. L’atto parlamentare sarà discusso dal parlamento cantonale di Bellinzona. Questo avverrà durante la prossima sessione di marzo, l’ultima prima delle elezioni. Lo ha deciso, questa mattina, la Commissione della gestione, del Gran consiglio.
Oggi, il 38.8% delle tasse alla fonte -circa 50 milioni di franchi- (38.5 mio €) pagate dai frontalieri in Ticino, viene riversato all’Italia. Per il PPD, si tratta di un ammontare eccessivo considerato, ad esempio, che con l’Austria, la percentuale è appena del 12.5%. Proprio per questo, il partito cattolico ticinese, ha promosso, qualche settimana fa un’iniziativa volta a rivedere al ribasso questa percentuale. In sostanza, il PPD, con il suo atto parlamentare, chiede al governo cantonale di intervenire presso Berna per costringere il governo federale a rinegoziare con Roma gli accordi che risalgono al 1974.
In caso contrario, l’iniziativa chiede un risarcimento per il Canton Ticino fra i 25 e i 30 milioni di franchi all’anno. Inoltre, l’iniziativa, chiede la cancellazione della Svizzera dalla “black list” sui paradisi fiscali di Giulio Tremonti. L’iniziativa, tutt’altro che amichevole verso l’Italia, sarà discussa ancora durante la sessione primaverile, il marzo prossimo. Lo ha deciso, oggi, la Commissione della gestione del parlamento ticinese.
Mario Besani
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