Prostituzione: anche in Ticino multe ai clienti
Monica Duca-Widmer, parlamentare cantonale del Partito popolare democratico (Ppd), vorrebbe una legge per multare i clienti delle prostitute non in regola. Il fenomeno, nel cantone, sembra essere fuori controllo.
Secondo la “buoncostume”, le ragazze in regola sono circa 800, le illegali molte di più. Obbligare i clienti a verificare se la loro partner è in regola, potrebbe essere – seconda la parlamentare – un deterrente all’ illegalità. La rete è ormai un brulicare di siti che offrono prestazioni di ragazze da ogni dove con tanto di foto, numero telefonico e indirizzo. Basta digitare Happyticino.ch oppure Thebesticino.ch o ancora Sexyland.ch per avere un’idea di quanto sia florido il mercato della prostituzione nel cantone. Senza contare la ventina di postriboli che ormai da tempo si sono ritagliati il loro mercato soprattutto con la clientela proveniente dalla Lombardia.
Monica Duca-Widmer, una politica che ha fatto della lotta alla prostituzione uno dei suoi cavalli di battaglia, denuncia il fatto che i gestori dei siti in rete, non si preoccupano di verificare se le ragazze sono in regola o meno con le leggi svizzere. “Non tocca a noi fare i poliziotti” rispondono i gestori”. Infatti, la legge non impone a chi gestisce i siti d’appuntamento di controllare se le prostitute siano in regola con i permessi. E allora ecco la contromossa della parlamentare: multare anche i clienti colti in flagrante con le ragazze.
“Si continua a speculare sulle lacune legislative – spiega la gran consigliera Ppd. Ora basta, multiamo i clienti delle prostitute illegali”. In effetti, il discorso ci potrebbe pure stare. Se un giardiniere brasiliano fa un inserzione sui giornali o su internet ed è senza permesso di lavoro o di soggiorno finisce nei guai. Così come finisce nei guai chi gli dà lavoro. Per cui anche il cliente della prostituta, che di fatto, seconda la parlamentare, è un datore di lavoro, dovrebbe subire la stessa sanzione. Insomma, prima di “consumare”, il cliente dovrebbe chiedere alla ragazza se è in regola e pretendere di vedere il tesserino. In caso contrario non se ne fa nulla per non rischiare di incorrere in sanzioni se si finisce in una retata.
La “buoncostume” approva
“Chiaro, se esistesse una legge simile, anche per noi sarebbe più facile gestire il fenomeno”, afferma il reparto anti prostituzione della polizia cantonale. In Ticino, le prostitute in regola sono circa 800. Le illegali – secondo la polizia – sono molte di più. Cifre da prendere comunque con le pinze. Le ragazze, infatti, sono molto mobili. Si trasferiscono spesso e volentieri in Italia o oltre San Gottardo, alla ricerca di nuove opportunità per poi magari ritornare in Ticino dopo qualche settimana. Tenere l’esatto conteggio è praticamente impossibile.
La “buoncostume” è comunque attenta e controlla con attenzione le offerte sia sui giornali sia sulla rete proprio per scovare le ragazze illegali. Monica Duca-Widmer è comunque decisa ad andare avanti e a depositare la sua proposta in parlamento entro il prossimo luglio. Toccherà poi al legislativo cantonale deciderne il destino.
Mario Besani
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